"Un futuro imprevedibile" di Vincenzo Gennaro

La complessità non è difficile da capire, difficile  è il cambiamento sfuggente, la metamorfosi, la mutazione, il  divenire che è difficile da capire. Il cambiamento è fluido, viscido, inafferrabile perché in quanto tale non si stabilizza, non prende mai una forma definitiva, il cambiamento disfà continuamente se stesso  e si riconfigura sotto altra forma, imprevedibile  e inafferrabile, quando lo hai capito e troppo tardi  è diventato un’altra cosa da capire e la cultura non basta e l’esperienza neppure .

Se vuoi gestirlo devi anticiparlo, ma per farlo devi essere mago, indovino, profeta, sciamano, sacerdote, astrologo, devi essere veggente, artista, pizia e oracolo, meglio ancora saggio .

Solo loro conoscono le scorciatoie  per anticipare il futuro posizionandosi in anticipo sulla strada del cambiamento, sul percorso che farà.

Se lo vedi  arrivare a distanza, con molto anticipo e ti passerà davanti, tu sei nel futuro e lo puoi gestire perché il cambiamento deve ancora arrivare, come aspettare un treno  alla fermata, tu sei già lì, dove lui deve ancora arrivare. Se potessimo vedere gli avvenimenti futuri come in una macchina del tempo, quanti errori e quante guerre  evitate,  quante vite e sofferenze  risparmiate, ma  maghi, indovini, profeti, sciamani, sacerdoti astrologhi, veggenti, artisti, pizie e oracoli e più ancora i saggi  rimangono inascoltati perché chi ha il potere di ante vedere non ha il potere politico di decidere.

Solo l’arroganza e spesso l’ignoranza, la miopia del potere politico non prevede quasi mai l’umiltà e la saggezza di ascoltare perché la brama della conservazione del potere non prevede la cessione del più piccolo frammento di sovranità, dare ascolto a chi sa è come ammettere una condivisione del potere. Ricordate il faraone che ascolta l’interpretazione dei suoi sogni da Giuseppe  sui sette  anni di vacche grasse e sette  di vacche magre che hanno salvato l’Egitto. Ebbene quei faraoni sono una razza estinta, la saggezza è scomparsa e l’arroganza prevale  anche nei piccoli centri.

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