Ci sono pomeriggi che non appartengono più al calendario, ma alla memoria collettiva.
La presentazione del libro di
S.E. Michele Pennisi a Palazzo d’Aumale è stata una di quelle rare occasioni in cui cultura, bellezza e comunità si sono fuse in un’unica, luminosa narrazione.
Il palazzo, con le sue sale che profumano di
 

"Le cose e il tempo" di Guglielmo Peralta

L’Occhio: (Allo S-guardo, che se ne sta in disparte e assorto) Mia luce, mio sole, ti vedo taciturno e pensieroso. Sono io, questa volta, a chiederti che cosa ti assilla…
 

"Viva l'arte. L'arte è vita!" - di Antonio Saccà

L’arte ha uno scopo straordinariamente serio: salvare l’ arte ossia l’uomo. La manifestazione più interiore che esiste e che dimostra l’uomo , la specificità dell’uomo ,è l’arte. Per il resto tutto in comune al regno animato, l’amore e la gelosia. possesso ed emozioni, maternità, paternità, filiazione, solitudine, gruppo, gerarchie- Certo,
 

“Dalla battaglia di Hastings a Leonforte” di Ciro Lomonte

 
Il titolo della mia relazione potrebbe risultare un po’ enigmatico, ma lo scopo non è per nulla iniziatico. L’obiettivo è piuttosto sottoporre alla vostra attenzione due esempi distorti di narrazione della realtà, due casi che hanno un denominatore comune: presentare i siciliani come un’accozzaglia amorfa di esseri
 
Ci è pervenuta in data odierna dalla Segreteria di Stato della Città del Vaticano una email, che di seguito pubblichiamo, di riscontro alla precedente nostra lettera che, come Reagire per le Libertà, avevamo inviato a Sua Santità Papa Leone XIV in occasione degli attacchi che lo stesso aveva ricevuto dal Presidente
 

I centri sociali e la città di Torino – di Domenico Bonvegna

Il quotidiano Libero ha raccontato cos’è successo il Primo Maggio a Torino (Andrea Muzzolon, Primo Maggio, il blitz fallito dei centri sociali: Cos’è successo davvero, 3.5.26, Libero) Il gruppo del centro sociale Askatasuna partecipante al corteo istituzionale dei “lavoratori” (?) si è sfilato dal corteo ed ha cercato di riprendersi
 
Andare alle ragioni che spingono molti giovani (ma non solo) a scegliere la via dell’emigrazione, significa cogliere la complessità di un fenomeno che va letto al di fuori delle superficiali polemiche politiche a cui certa sinistra ci ha abituati, parlando di “fuga dei cervelli”.
 

Dedica in ricordo di Ludovico Gippetto - di Antonella Lupo

C’era una volta, a Palermo, un uomo dal sorriso gentile e dagli occhi pieni di storie.
Si chiamava Ludovico, ma in città molti lo conoscevano come il Custode delle Cose Perdute.
Non portava mantelli né bacchette magiche: la sua magia era la cura.
La cura per l’arte, per la memoria, per tutto
 
Che la morte sia la certezza per la vita e la sua ineluttabile destinazione lo sappiamo da sempre. Ma vedere andar via un vecchio e caro e fraterno Amico come Ludovico Gippetto appare notizia improbabile e ingiusta, anche di fronte all' evidenza così atroce e definitiva. Perché' Ludovico era
 

Questo sito utilizza Cookies necesari per il corretto funzionamento. Continuando la navigazione viene consentito il loro utilizzo.