"A mio padre" una poesia di Antonino Schiera

A mio padre

 
La luna nel cielo corteggiato dalle stelle
solitaria e accogliente come culla lignea
che barcolla ma non cede al pianto notturno
di un uomo che urla il dolore che fu vagito.
L'arancio è scheletro privo di muscoli e nervi,
resiste alle intemperie e al ciclo della luna
che si intrufola tra i suoi rachitici rami 
quest'oggi gravidi di frutta 
che saranno colte da braccia molli.
È il tempo che regola l'insipienza di un triste letto d'ospedale, che attende di essere abbandonato al pudore di una lacrima di gioia per la felicità del tuo ritorno tra noi, oh padre, generatore e severo.
Testimone di un tempo lavato dal sudore, 
chino al vento e alla pioggia, 
al sole e all'afa
sull'arida e fruttuosa terra immacolata 
e generosa fino al volgere della sera, 
tra gemiti d'amore.
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