Ludovico Gippetto, l’Extroart come il nuovo e geniale Umanesimo Siciliano - di Tommaso Romano

Che la morte sia la certezza per la vita e la sua ineluttabile destinazione lo sappiamo da sempre. Ma vedere andar via un vecchio e caro e fraterno Amico come Ludovico Gippetto appare notizia improbabile e ingiusta, anche di fronte all' evidenza così atroce e definitiva. Perché' Ludovico era la vita l’intrapresa fulminea l'intuizione geniale il credere nell' arte come palingenesi e redenzione che può cambiare il mondo e se stessi: Extroart.

Costituimmo anche un Sodalizio aperto solo a sodali scelti da noi la mitica Compagnia della Lucida follia con i suoi rituali che solo noi praticavamo e come Erasmo ci aveva insegnato.

Quanti Nomi e quante stazioni di bellezza hai attraversato, abbiamo molto spesso attraversato insieme: oratorio di Santo Stefano Protomartire, campi di scultura, mostre e recitals premi e Maestri da Ciccio Carbone a Mughini, da Francesco Gallo Mazzeo a Christo, da Sgarbi ai mille inviti a mostre e iniziative senza mezzi con passione assoluta e determinazione sovrana. Tutto questo e tanto altro rimarranno non solo nella memoria di chi ti ha stimato e ammirato e non facendo caso per l’invidia dei modesti di spirito e di intelletto, non sempre compreso nella Tua grandezza, ma di ogni essere libero che potrà dire. Nella Palermo delle macerie e delle bassezze, con ironia futurista e indomito spirito caravaggesco visse un uomo che non invecchiò mai, Ludovico Gippetto.

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