“100 Presepi da tutto il mondo in una mostra in Vaticano” di Giuseppe Massari

Una mostra sui presepi, in Vaticano, pur svolgendosi da oltre 40 anni, è un buon antidoto contro alcuni preti  che, attualmente, in queste giornate particolari, lo stanno mettendo in discussione o, addirittura, ne stanno reinterpretando il significato, attraverso ricostruzioni teologiche, mistiche ed evangeliche fuorvianti? La risposta l’ha fornita mons. Fisichella, presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione: “Il presepe oltre ad essere una bella tradizione culturale partita dalla genialità di San Francesco d’Assisi e diffusasi in tutto il mondo, è un forte strumento di evangelizzazione. Tante sono le persone che ogni Natale si fermano davanti al mistero di Dio fatto uomo, rappresentato con delle statuine, che in tanti casi sono autentici capolavori d’arte per pregare, riflettere e scoprire l’amore di Dio che si fa bambino per noi. Il presepe è entrato in tutte le culture, ha proseguito Fisichella. Laddove le culture sono aperte ad accogliere un segno di bellezza, un segno di riflessione, là il presepe è sempre stato il benvenuto. Quindi non è vero che il presepe può dare fastidio a bambini di altre religioni: «Io sono convinto che anche da parte di tante persone che vivono nel nostro Paese da anni, il Natale o il presepe non sia un segno che viene rifiutato. Al contrario, è un segno che può permettere di dialogare perché il presepe è in tutto il mondo, non è soltanto in una terra. Creare una alternativa, creare una polemica non credo che sia una espressione di formazione e di dialogo al quale siamo chiamati”. Proprio sulla discussione innescata da un parroco, secondo il quale è inutile fare il presepe se poi non siamo accoglienti con i migranti, mons. Fisichella è stato altrettanto chiaro: “Non è una questione alternativa. Non è che se si fa il presepe ci si deve dimenticare di chi è nel bisogno e che se si guarda a chi è nel bisogno allora il presepe assume un significato. Sono elementi che provocano uno ad andare verso l’altro... Il momento dell’indifferenza o del rimanere con le braccia conserte non ci appartiene, quel bambino Gesù è un bambino che ha sempre le braccia spalancate”. La mostra, inaugurata alla vigilia della festa dell’Immacolata, alla presenza del presidente del Dicastero Pontificio, dell’ambasciatrice di Panama presso la Santa Sede, Miroslava Rosas Vargas, come rappresentante del Paese che, dal 22 al 27 gennaio 2019, ospiterà la Giornata mondiale della gioventù. e di Mariacarla Menaglia, direttrice della Rivista delle Nazioni, ente che per 42 anni ha organizzato l’evento e figlia del compianto Manlio, ideatore e fondatore della mostra,  e che  resterà aperta fino al 13 gennaio 2019, presso la Sala San Pio X in via della Conciliazione, con ingresso da via dell’Ospedale, 1, ha visto la partecipazione di presepisti da tutto il mondo; anche numerose ambasciate hanno aderito all’iniziativa offrendo presepi delle diverse tradizioni locali. In totale sono stati  esposti 126 presepi sia di stile classico sia fantasioso. I materiali utilizzati per le opere sono tra i più disparati: cartapesta, corallo, pasta. Di grande rilievo i presepi del 700 napoletano.. La mostra è aperta tutti i giorni dalle 10 alle 20. Il giorno di Natale e il 31 dicembre la mostra osserverà un orario ridotto: le visite termineranno alle ore 16.L’ingresso alla mostra è libero e gratuito, per favorire maggiormente le famiglie e le scuole nella riscoperta di questa importante tradizione natalizia. “100 Presepi è una rassegna d'arte presepiale iniziata nel 1976, da un ideadi Manlio Menaglia, per riaffermare una tradizione tipicamente italiana che in quegli anni rischiava di essere soppiantata dalla moda dell'albero di Natale estranea alla nostra cultura. Si è voluto riproporre all'attenzione della gente, in particolare bambini e giovani, opere presepiali non importa come realizzate purché rispettose dei valori della pace e della fratellanza dei quali il Presepe è portatore, al fine di ripristinare nelle famiglie l'usanza del presepe costruito secondo un proprio progetto.  Ulteriore finalità quella di promuovere il Presepe per diffonderne sempre più la conoscenza all'estero, anche nei paesi professanti altre confessioni, attraverso i numerosi turisti stranieri che visitano l’Esposizione nel periodo natalizio a Roma e i mass media. La vocazione internazionale dell’evento è d'altra parte testimoniata dall'esposizione di circa 200 presepi ogni anno nuovi, di cui oltre 50 provenienti dai cinque continenti. L’Esposizione  si svolge tradizionalmente sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica e con i patrocini della Conferenza Episcopale Italiana (CEI), del Pontificio Consiglio della Cultura, del Senato della Repubblica, della Camera dei Deputati, della Presidenza del Consiglio dei Ministri, del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, della Regione Lazio, di Roma Capitale e dellAssociazione Nazionale Comuni Italiani.

 

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