Pippo Lo Cascio, “Storie dei colli palermitani” - di Francesca Mercadante

La storia di un territorio passa anche dall’analisi dei suoi manufatti, divenuti nel tempo mute scheletriche testimonianze di un passato animato. È così che a percorrere i grandi capannoni abbandonati del Cotonificio Siciliano a Partanna Mondello si resta increduli a pensare che fossero animati dal vocio delle operatrici, che negli anni 1950-’60 si trovarono, improvvisamente, dentro il sogno di una moderna società industriale. Donne e uomini che lasciate la famiglia e i campi, sopra le biciclette raggiungevano i capannoni per produrre ricchezza, nella speranza di un futuro diverso. La speranza di una società industriale, che apportasse al Sud l’equità di una irrisolta “questione meridionale”. Questione meridionale ancor più aggravatasi dopo il vano passaggio di speranza di una Sicilia industriale, che ha lasciato pareri contrastanti e territori devastati. I capannoni del Cotonificio Siciliano, oggi dopo anni di abbandono ricevono nuove attenzioni, nella volontà che possano ritornare vivi, di vita sociale, culturale, appartenere a quelle nuove generazioni dei figli e nipoti che una volta vi lavoravano, o forse, per causa miope, divenire solo involucri spenti”. 

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