Pasquale Hamel, "La regalità siciliana. Regine e re di Sicilia, dalla fondazione al vicereame" (Ed. Kalos) - di Gaetano Celauro
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- Category: Scritture
- Creato: 27 Maggio 2026
- Scritto da Redazione Culturelite
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La Regalità siciliana di Pasquale Hamel
In questo suo ultimo prezioso lavoro l’A. fa compiere al lettore un viaggio tra i re e le regine in terra di Sicilia. Pasquale Hamel saggista e storiografo di vaglia, già funzionario di alto grado dell’Assemblea regionale, è un attento ed appassionato studioso della Storia della Sicilia a cui ha dedicato numerose pubblicazioni,
Pasquale Hamel ora prende in esame il periodo compreso tra il 1130 ed il 1412. In questo lungo periodo si vedono sostanzialmente affermarsi in Sicilia, quattro dinastie che hanno segnato in maniera significativa la sua Storia non solo a livello politico ma anche nel campo delle espressioni artistiche e culturali.
Un percorso avventuroso tra lotte di Palazzo, guerre intestine per il Potere e la supremazia dove si ravvisa umanità ma anche umana fragilità che ha animato il tempo trascorso, elementi peraltro presenti ed attuali anche nei conflitti di oggigiorno. Si avverte infatti come pur mutando i nomi dei protagonisti, la follia della guerra permanga anche ai giorni nostri, una bellicosità forse innata nella natura dell’uomo.
Pasquale Hamel, con, puntualità e leggerezza e con la chiarezza espositiva che lo distingue non disgiunta dal rigore storico, cifra caratterizzante delle sue ricerche e approfondimenti sulla Storia di Sicilia, ecco quindi condurre il lettore tra Re, Regine, grandi feudatari, Papi in un periodo tormentato della Storia.
La “Regalità” siciliana è una storia di cui poco si parla in quanto sovente, poco conosciuta alla maggior parte dei siciliani e ad a questo vuoto di conoscenza vuole porre rimedio Hamel in questa suo ultimo prezioso lavoro. Si ha della Sicilia, una narrazione edulcorata e spesso ideologicamente segnata che non corrisponde alla verità storica. Ecco allora che alcuni personaggi vengono edificati mentre altri mortificati insieme all’esaltazione di alcune culture e la depressione di altre.
È un periodo quello analizzato dall’autore, dal 1130 al 1412, segnato da forti tensioni politiche. Agivano in quel quadro politico, il Sacro Romano Impero, l’Impero bizantino e i Pontefici romani sulle vicende del Regno di Sicilia. Il Regno, fondato dai Normanni in quella fatidica data del 1130 fu riconosciuto tale da Papa Anacleto al secolo Pietro Pierleoni. Tra le figure regali descritte, oltre a Ruggero emergono altre importanti figure diverse dagli Altavilla, come Federico II per arrivare infine a Carlo d’Angiò. Scaturisce un diverso tipo di regalità tra i diversi sovrani in cui quella di Ruggero si distingue per la sua inclusività. Vi è il tentativo di mettere insieme tutte le realtà presenti nell’Isola multiculturale e multireligiosa con comunità islamiche, ebraiche, cristiani di rito greco e di rito latino.
L’ idea di Ruggero sotto questo aspetto era diversa da quella di Federico di Svevia, lo stupor mundi, che era più centralizzatrice, accentratrice. Quest’ultimo sposta il Potere in Puglia e la Sicilia viene marginalizzata divenendo una parte del vasto impero, non più parte centrale nel Mediterraneo ma periferia.
Un altro personaggio di rilievo trattato dall’autore è Carlo d’ Angiò che è stato demonizzato dalla Storia che con i c.d. “Vespri siciliani” sono due riferimenti importanti. Carlo d’Angiò viene considerato un personaggio negativo che soffoca le autonomie e che esige dalla Sicilia una tassazione con elevati tributi ma ciò non risponde del tutto a verità storica.
Le donne regine nel periodo normano non sono state personaggi secondari e si ricorda Adelasia del Vasto, moglie di Ruggero I, senza la quale alla sua morte il Regno si sarebbe frantumato in mille rivoli e non avrebbe avuto lo sviluppo successivo con Ruggero II. Ed ancora Bianca di Navarra, moglie di Guglielmo I, importante figura che ebbe l’intelligenza di frenare il potere dei baroni che volevano ridurre il Regno alla loro mercede. E poi Costanza d’Altavilla, personaggio particolare e ambiguo per alcuni versi, reso emblematico da certa letteratura come Dante nella Commedia.
Sono tutte donne di rilievo che ebbero un peso notevole nella gestione del Regno, che non venivano affatto solo nobilmente utilizzate ma erano donne che governavano, avendo un loro ruolo, davano un indirizzo, disegnavano dei percorsi. E questo appare essere un caso unico nel panorama europeo per il peso polittico da queste esercitato.
Una data cruciale per quanto riguarda l’autonomia dell’Isola è l’anno di grazia 1412 ma è in realtà un processo lento che già inizia con il periodo del dominio aragonese.
Il Potere si sposta sempre di più verso le terre di Aragona nella penisola iberica, fino a quando non si arriva dopo la morte di Martino , il vecchio.
Un continuo avvicendarsi di dinastie, in cui un’identità siciliana pare scorgersi a tratti, solo in alcuni periodi. Forse con la guerra del Vespro con la contrapposizione tra la Sicilia e Napoli, si inizia a scorgere uno spirito identitario con una “ Nazione siciliana”.Ma è più esatto parlare di una pluralità di identità, in quanto si scorgono differenze bastevoli tra Catania, Palermo, ma di un mosaico di identità. L’identità siciliana si risolve sempre in quella nazionale in un contesto più vasto, frammentato, vario e complesso. Un caleidoscopio di “dominazioni” ma meglio integrazioni e inclusioni di altri popoli e dinastie di cui rimane tracce nella lingua siciliana.
Un libro semplice nell’ esposizione pur nella complessità della materia trattata, che rende accessibili e familiari, personaggi che hanno fatto la Storia di Sicilia e non solo.
Un libro che offre una chiave di lettura particolare della Storia di Sicilia, una Storia di uomini con le loro passioni e una terra che si distingue per la sua originalità e particolarità. Occorre guardare alla Storia senza prevenzioni ideologiche, un passato che ha inciso e incide ancora sul presente che va osservato con serenità ed equilibrio senza falsi convincimenti e pregiudizi di sorta.




