Il Singolo (Per il Mosaicosmo di Tommaso Romano) - una poesia di Antonio Saccà

 
 
IL SINGOLO
 
 
Scuotete le campane a getto
negli spazi di tutti gli universi,
quando morirò
estendete un luttuoso tendaggio
dal sole alle stelle,
Io non esisterò,
Io che sono Io
e non sarò Io,
Io che fui cosciente
e non sarò cosciente.
Io che sentivo,
Io che vedevo,
Io che toccavo,
Io che ero Io
cosciente perenne di me.
Felice di vivere persino una vita infelice.
Io felice di vivere.
Sono vivo!
Sono vivo!
In me
questo grido
dopo gli orrori della notte
e dei sogni.
Inspiegabile sorte,
amar la vita
e subire morte.
Se l’intera sequenza dei mille mondi
frammentasse dopo la mia morte
niente accadrebbe,
con me,
in me,
periscono
spazi,
tempi,
eternità.
La mia esistenza conteneva
anche Dio
nella coscienza dell’Io!
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