Haiku

di Carla Amirante  

 

 L’haiku è un genere poetico dall’origine molto incerta, che è nato in Giappone nel XVII e si è diffuso nel periodo Edo con i diari di viaggio, in cui a parti in prosa venivano inframmezzati componimenti in versi. Fu soprattutto merito di Matsuo Bashō (1644-1694), il più grande poeta e maestro di haiku, che trasformò questo genere poetico portandolo verso espressioni propriamente liriche. La sensibilità di Bashō, che in vecchiaia si fece monaco zen, lo portò a creare poesie di forma essenziale con versi dai toni semplici, senza alcun titolo, prive di fronzoli lessicali e retorici, che traevano la loro forza dalla visione della natura nel trascorrere delle stagioni. Riportiamo un suo haiku come esempio di stile: Shizuka sa ya / iwa ni shimi iru / semi no koe. Il silenzio / penetra nella roccia / un canto di cicale.

In  seguito lo scrittore giapponese Masaoka Shiki (1867-1902), alla fine del XIX sec., coniò per queste poesie iI termine haiku, che è la forma contratta dell'espressione haikai no ku, letteralmente il verso di un poema a carattere scherzoso, e da hokku, la strofa d'esordio. Nel tempo gli haiku giapponesi non hanno cambiato struttura, presentandosi sempre come poesie brevissime, rigorosamente senza titolo, scritte su una singola riga e, secondo tradizione, formati da 17 on o suoni, divisi in tre frasi, la prima di 5 suoni, la seconda di 7 suoni e la terza di 5 suoni; però con il passare del tempo, molti autori, in particolare i moderni, non hanno voluto più rispettare tale struttura usando più di 17 suoni o addirittura uno solo. Le poesie devono sempre contenere due idee sovrapposte e grammaticalmente indipendenti, con le immagini descritte separate da un kiru, un taglio, espresso con un trattino. Il kiru è l’elemento fondamentale di stacco sia negli haiku tradizionali che in quelli moderni, si trova generalmente alla fine del secondo verso e può essere espresso da un luogo, un albero, un animale o anche da un evento.

Perfetta è la definizione data su questi dal poeta Mario Chini (1876-1959) che, in un suo haiku così scrisse: “In tre versetti / tutto un poema e, forse, / tutta una vita“; infatti la loro forza e potenza stanno proprio in questa concsione e capacità di condurre il lettore all’essenziale. I versi, in numero di tre e di pochissime parole, espresse anche in forma vaga, danno l’impressione al lettore che la poesia non sia finita, ma proprio questo metodo compositivo è chiaramente voluto dal poeta. La breve opera così lascia tutto lo spazio necessario alla fantasia del lettore d’immaginare il finale e terminarla a suo piacimento, perché le possibilità che gli vengono offerte sono veramente tante perché essa si presenta spesso come una poesia che non sembra tale, come un aforisma che non è un aforisma. Essenzialmente le poesie haiku sono componimenti dell’anima, che raccontano le emozioni che si provano di fronte alla bellezza della Natura ed al trascorrere delle stagioni, che narrano dell’amore, con una delicatezza e un’allusività tutta particolare. Ma esse si interessano pure alla precarietà della vita umana e al fascino tranquillo e modesto della quotidianità, e soprattutto in esse sono più importanti le parole non scritte di quelle raccontate.

Alcuni esempi:

Matsuo Basho

1 anche un cavallo / arresta i miei occhi-su questo / nevoso domani.

馬をさへながむる雪の朝哉 uma wo sae / nagamuru yuki no / ashita kana.

2 un altro anno è andato / l'ombra di un viaggiatore sulla mia testa, / sandali di paglia ai miei piedi.ら 暮 ぬ 笠 き て ら ら ら ら toshi kurenu / kasa kite waraji / hakinagara

3 in un antico stagno / una rana salta / splash d'acqua

古 池 や 蛙 飛 び び む 水 音 furu ike ya / kawazu tobikomu / mizu no oto

Stanco

entrando in una locanda/ fiori di glicine.

草臥て宿かる比や藤の花 kutaburete yado karu koro ya fuji no hana

Yosa Buson:

1 Il pruno bianco/ritorna secco./Notte di luna.

しら梅の枯木にもどる月夜かな  shiraume no kareki ni modoru tsukiyo kana;

2 Tornando a vederli / i fiori di ciliegio, la sera, / son divenuti frutti.

来て見れば夕の桜実となりぬ  kite mireba yūbe no sakura mi to narinu

mo anata makase no toshi no kure.

Kobayashi Issa:

1 In questo mondo / anche la vita della farfalla / è frenetica

世の中や蝶の暮らしも忙しき yo no naka ya chō no kurashi mo isogashiki

2  Confidando nel Buddha ( Amida ), nel bene e nel male,  Ho detto addio  All'anno in partenza

と も か く も あ な た ま か せ の 年 の 暮 tomokaku

3 O lumaca  Salire sul monte Fuji,  Ma lentamente, lentamente!

蝸牛 そ ろ そ ろ れ 富士  Katatsumuri sorosoro nobore Fuji no yama

 

Haiku moderni

Jack Kerouac: Birds singing in the dark - Rainy dawn

Gli uccelli cantano / nel buio. / - Alba piovosa..

Jorge Luis Borges

 La luna nueva./ Ella también la mira/ desde otra puerta.

La luna nuova./Lei pure la guarda/da un'altra porta.

Mario Chini Non pianger; canta. / Se canti, ti si schiara / il cielo e il cuore.

                                                                                               

 

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