Considerazioni di Vitaldo Conte su "MOSAICOSMO — MANIFESTO. Per un Nuovo Umanesimo Cosmico" di Tommaso Romano
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- Category: Scritture
- Creato: 15 Aprile 2026
- Scritto da Redazione Culturelite
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Il Manifesto di Tommaso Romano sul Mosaicosmo (Per un Nuovo Umanesimo Cosmico) mi coinvolge: per i suoi contenuti ma anche per la costruzione del suo percorso. Scrivere un manifesto di pensiero richiede, infatti, un titolo significativo e un messaggio testuale essenziale che può richiedere, a sua volta, la propria formulazione.
I cinque capitoli di questo manifesto, “aperti” dal Proemio e “chiusi” dall’Epilogo, sono densi di significato. Costruiscono ognuno una tessera che compone la visione totalizzante del Mosaico, dialogante con il Cosmo per superare i limiti di una concezione terrestre dell’esistenza. Risulta significativo, al riguardo, l’inizio del Proemio: – «Ogni uomo è una tessera irripetibile nel cosmo: nessun frammento può sostituirne un altro, nessuna luce può spegnersi senza impoverire l'intero.» –. Estrapolare una sola tessera è “mutilare” l'opera; sostituirla significherebbe tradire il disegno originale del Cosmo: non è sostituibile in alcun luogo e in nessun tempo. La dimenticanza di questa singolarità, nella sua risposta collettiva, è destinata all'errore: politico, culturale, scientifico, spirituale.
Il Mosaicosmo vuole essere una visione del Pensiero: il Cosmo intero diviene Mosaico vivente. Tommaso Romano pensa, attraverso questo manifesto, di coinvolgere la totalità dell’essere (anima / corpo / mente) nelle sue relazioni con il vivere umano e l’altro, in rapporto con l’energia del Cosmo. In questo viaggio “entra” la dialettica con la libertà artistica, la scienza, la tecnica e l’intelligenza artificiale, l’economia, la politica, la spiritualità.
Risulta altresì significativo la fine del suo EPILOGO: – “«Non abbiate paura» — questa è la voce che attraversa il cosmo e raggiunge ogni singola tessera del mosaico. Non abbiate paura della vostra unicità. Non abbiate paura della vostra libertà. Non abbiate paura del vostro destino.” – In questa scommessa “– ogni persona, con la sua unicità irripetibile – ha un ruolo che nessun altro può svolgere”.
Nella scommessa del Mosaicosmo “la trascendenza non è un'evasione ma l'orizzonte più vero dell'esistenza umana”. Il manifesto nasce dalla consapevolezza che l’umanità attraversa un crocevia epocale e vuole rivolgere all’uomo moderno un avvertimento: questo ha smesso di seguire la strada maestra tracciata dagli avi, e molto spesso percorre strade alternative o a noi ignote per debolezza o convenienza. La tecnica avanza con velocità vertiginosa; le ideologie si sfaldano; il senso del sacro viene ridotto a folklore o a superstizione.
Mi piace che qui si parli della libertà artistica come un atto metafisico. L'arte, infatti, non può essere un ornamento della civiltà, ma essere la sua testimonianza più elevata. L’artista di qualunque linguaggio è colui che rivela la struttura nascosta del reale, dà forma all'invisibile, “che costruisce linguaggi per dire ciò che il linguaggio ordinario non raggiunge. La libertà artistica è inviolabile. (…) l'arte è il linguaggio con cui l'uomo partecipa alla creazione del mondo e dialoga con il Mistero”.
La sua lettura sull’uso dell’Intelligenza Artificiale è significativa. Nel quadro cosmico questa, nella nostra epoca, rappresenta la sfida tecno-antropologica più radicale Il Mosaicosmo pone su di essa tre esigenze irrinunciabili: l'IA deve essere al servizio della persona, non il contrario; l'IA deve essere progettata e governata con una visione dell'uomo; l'IA può amplificare le capacità umane, non può essere il sostituto dell'umanità.
Il Manifesto del Mosaicosmo si presenta come una sintesi ontologica ben strutturata, volta a restituire all’uomo contemporaneo un orizzonte di senso nel frastuono della frammentazione: quella prodotta dalla tecnica, dallo scientismo e dalla dissoluzione delle identità.
Ritengo che oggi l’intellettuale, l’artista o lo scrittore pensante, posa essere attratto, per necessità interiore e intellettuale, a creare un possibile manifesto di pensiero: come anch’io ho fatto con il Manifesto sulla Pulsione, scritto con Carmelo Strano, e il mio attuale Fantastico TransFuturismo.
Il Mosaicosmo, come leggo su ‘Culturelite’, suscita numerose riflessioni di altri, che risultano sintomatiche per il loro coinvolgimento alla “visione pensante” del Manifesto. Che può, nella sua lettura, diventare un invito a un altro a farlo diventare un proprio “manifesto riflesso”: come può essere accaduto in questo mio attraversamento di riflessione. Tommaso Romano, alla fine della sua intervista a me su ‘Culturelite’ (2018), m’invita a formulare un aforisma inedito, a cui rispondo: “Antico Futuro è un richiamo dell’origine per ritrovare la bellezza della vita come Arte Ultima”. “Vedo” oggi queste mie parole entrare nel suo pensiero-visione del Mosaicosmo...




