“La tragica contrapposizione degli italiani” di Domenico Bonvegna

Leggendo gli articoli nella Rassegna Stampa (offerta da Moked.it) di oggi, sono stato attratto da quello di Ermanno Bencivenga apparso su La Verità (“Divisi in gruppi su criteri privi di senso e poi manipolati”), ancora meglio il titolo interno del giornale: “Divisi in gruppi che si vogliono male, viviamo un sadico esperimento sociale”. Bencivenga per rappresentare quello che sta succedendo oggi in tempo di pandemia, fa riferimento ad uno psicologo del secolo scorso, Henri Tajfel, ebreo dal nome Hersz Mordche.

Lo studioso condusse una serie di esperimenti nelle varie università inglesi, dove ha insegnato. Solitamente divideva i partecipanti in due gruppi sulla base di criteri e parametri arbitrari. Le osservazioni lo portavano sempre a constatare che tra i due gruppi si costituiva una estrema polarizzazione che poteva arrivare a forme violente, con atteggiamenti aggressivi dall’una e dall’altra “parte”. Gli esperimenti di Tajfel hanno fortemente contribuito a fondare la teoria dell’identità sociale nello studio della psicologia sociale. Per Bencivenga è l’esatta rappresentazione di quello che sta succedendo oggi in Italia.

Che cosa faceva Tajfel, poneva delle domande su un argomento specifico ai vari studenti, ottenendo varie risposte, che conosceva solo lui, poi divideva gli studenti in due gruppi (poteva capitare di mettere insieme persone che avevano dato risposte diverse tra loro). Da quel momento Tajfel rilevava che i vari soggetti sviluppano una netta preferenza per stare con i membri del proprio gruppo, che considera il migliore. Poi quando vengono distribuiti beni o privilegi vari, i componenti del gruppo cercano di danneggiare gli “avversari”.

Il comportamento monitorato da Tajfel è illuminante per spiegare quello dei tifosi delle squadre di calcio, che sono legati a situazioni banali come il colore delle maglie, le bandiere. Per tutto questo possono arrivare a forme estreme di violenza come accoltellamenti tra fazioni.

A questo punto Bencivenga passa alla situazione del nostro Paese che sta affrontando il virus maledetto, anche se potremmo interessarci di altri popoli. Sostanzialmente negli ultimi due anni, anche gli italiani “sono stati divisi dal governo in base a criteri del tutto arbitrari e irragionevoli”. All’inizio c’era opposizione tra quelli che sostenevano il lockdown, mascherine e altre misure insensate e gli altri che si opponevano. Peraltro, i “Paesi come la Svezia che non le hanno adottate hanno avuto, percentualmente, meno danni da Covid dell’Italia, ma non importa: una volta definiti ingroup e outgroup, l’aggressività reciproca raggiunge livelli stratosferici”. Bencivenga, per sottolineare lo stato di follia di quei giorni di chiusure indiscriminate, riporta un grave episodio di pura pazzia a Padova, dove due pestarono a sangue uno che faceva jogging da solo, contravvenendo gli arresti domiciliari.

Ora che siamo nell’era dei vaccinati, del green pass o super, i gruppi sempre su basi arbitrarie sono ben identificati e l’aggressività reciproca è comunque esplosiva, che per Bencivenga è praticamente indotta, e pertanto sta facendo il suo sporco lavoro.

“Chissà, - si interroga Bencivenga -  forse i geni del Comitato tecnico scientifico che sembrano non aver azzeccato nessuna previsione e nessuna scelta politica, sono particolarmente versati in psicologia sociale ed esperti non tanto di biologia o medicina quanto nella manipolazione delle masse”.

Il giornalista de La Verità conclude il suo pezzo che per capire questa tragica divisione degli italiani avremmo bisogno di un altro Tajfel.

 

 

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