“Vaticano, nuova illuminazione per la “Pietà” di Michelangelo” di Giuseppe Massari

Un'illuminazione mai vista prima e che consegnerà agli occhi del mondo la piena bellezza della "fede di Michelangelo": la Pietà. L'opera scultorea conservata nella Basilica di San Pietro e realizzata tra il 1497 e 1499 da un giovanissimo Buonarroti, all'epoca ventenne.

Il Cardinale Angelo Comastri, presidente della Fabbrica di San Pietro, arciprete della stessa Basilica e vicario generale di Sua Santità per la Città del Vaticano e per le Ville Pontificie di Castel Gandolfo, così commenta l’evento:“La nuova illuminazione, curata anche da un punto di vista scientifico, permette di ammirare e meglio comprendere il valore universale dell'opera di Michelangelo. La ‘Pietà’ infatti è la fede di Michelangelo scolpita sul marmo. L'Artista ha voluto evidenziare nel volto giovane di Maria un messaggio sempre attuale: evitare il peccato è l'unica vera cura di bellezza e di perenne giovinezza. L’opera, adesso, si può godere di più”. Pietro Zander, dirigente dell’Ufficio di conservazione e restauro della Fabbrica di San Pietro, sottolinea l'importanza del “fattore luce”. “Michelangelo l'aveva pensato attentamente, con valori di illuminazioni molto bassi, levigando accuratamente le superfici marmoree in modo che poche candele potessero far risplendere il gruppo marmoreo. È la prima volta che la Fabbrica di San Pietro la illumina con un’attenzione così alta”. Oltre alla sostituzione dei precedenti apparecchi con altri che utilizzano sorgenti LED di ultima generazione, il nuovo intervento illuminotecnico utilizza soluzioni compatte dal minimo ingombro visivo con tonalità bianco calda (pari a 3000 K) ad altissima resa cromatica. L’azienda iGuzzini Illuminazione ha messo a disposizione un sistema di corpi illuminanti, suddivisi in gruppi di accensione, che possono essere regolati in intensità luminosa per consentire di declinare il progetto illuminotecnico nei diversi scenari luminosi. Nello “scenario nord” (scultoreo) la luce si concentra sulla scultura, mentre pavimento, soffitto e sfondo sono illuminati al minimo. Non si percepisce una direzionalità prevalente; vi è invece un equilibrio di chiaroscuri che restituisce la plasticità dell’opera e consente soffermarsi sia sul singolo dettaglio sia l’armonia dell’insieme. Nello “scenario est” (taglio di luce), un fascio di luce illumina di taglio la Pietà. La direzione di incidenza è evidente, le ombre marcate. La pacata illuminazione delle volte e dello sfondo incorniciano l’intero gruppo marmoreo. Fasci luminosi dei proiettori frontali, con diversi gradi di dimmerazione; volte e pavimento quasi oscurati.  Nello “scenario sud” (piena luce) tutti gli apparecchi sono accesi. La scultura è assolutamente folgorante e diventa essa stessa fonte di luce, le volte e il pavimento hanno un illuminamento leggermente minore poiché tutto è concentrato nella fascia in cui c’è la scultura. La luce della volta centrale, delle arcate e delle volte laterali è più sostenuta. Infine nello “scenario ovest” (quotidiano) l’illuminazione è pensata per il pellegrino o visitatore della Basilica che fruisce dell’opera attraverso la vetrata di protezione. Per questo motivo essa è frontale: i fasci di luce si incrociano così con angolazioni simmetriche per restituire allo spettatore la plasticità dell’opera. La volta centrale è illuminata uniformemente, mentre le arcate e le volte a botte laterali ricevono una luce di intensità inferiore. 

 

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