Una presenza non percepita: gli edifici di epoca normanna a Palermo ritenuti “arabi” – di Franco D’Angelo

In un momento di “euforia culturale” molti monumenti cittadini sono ritenuti “arabi” quando, purtroppo, nemmeno uno è stato edificato dagli arabi ma dai sovrani di epoca successiva: i normanni, monumenti da più secoli correttamente datati 1061-1195 da numerosi storici dell’arte.

E’ noto che la prima accurata descrizione della città è stata realizzata in età arabo musulmana da un geografo iracheno di nome Ibn Hawqal. Egli nel 972 visitò Palermo e descrisse le mura e le porte della città vecchia. Tuttavia, quelle mura e quelle porte nominate da Ibn Hawqal non erano state realizzate dagli arabo musulmani, ma nel periodo in cui i fenicio-punici dal VIII secolo a. C. possedevano parte della Sicilia occidentale. Di queste mura e porte puniche ne resta soltanto una recuperata durante indagini di archeologia urbana nella Sala del duca di Montalto dentro il Palazzo dei re Normanni.

La dizione “arabo musulmani” ha un significato particolare. Indica la popolazione che parlava la lingua  araba e praticava la religione musulmana. Inoltre, questa popolazione era composta da una alta percentuale di berberi (parte della odierna Tunisia) ma anche di andalusi, egiziani, persiano islamici e in larga parte da gente proveniente da molti centri della Sicilia: Mazara, Trapani, Agrigento, Castrogiovanni (Enna), Petralia, Modica, Ragusa, ecc. Infine c’erano minoranze di cristiano arabi e di ebrei arabofoni.

Il Palazzo dei re Normanni venne edificato da Ruggero II d’Altavilla (1130-1154) sui resti di un preesistente edificio e la costruzione ampliata dai suoi successori. La Cattedrale (in realtà una basilica del VI secolo) trasformata in moschea durante il dominio arabo, venne riedificata da Gualtiero of the Mill, protofamiliare del re nel 1184 e nei secoli successivi ampliata con aggiunte e manomissioni, compresa la cupola del 1781-1801, che ne ha alterato l’aspetto e le dimensioni.

Certo i costruttori di palazzi e chiese (oggi diremmo architetti) erano cristiano latini o cristiano greci venuti dal Monferrato (che oggi appartiene al Piemonte) e greci dall’Anatolia, mentre le maestranze erano arabo musulmane. Inoltre i sovrani normanni di Altavilla provenivano dall’Italia meridionale pur essendo di origine normanna.

Continuando a parlare soltanto della città di Palermo, le chiese erano i principali edifici che si ricostruivano o si edificavano ex novo. Gli storici dell’arte ritengono che uno dei primi edifici religiosi edificati durante la dinastia normanna sia la Chiesa di San Giovanni dei Lebbrosi attribuita a re Ruggero Primo in una data non precisata e chiamata “dei lebbrosi” perché uno dei suoi figli, Goffredo, era morto di lebbra.

Accanto a questa chiesa c’è il maestoso ponte fatto edificare nel 1143 da Giorgio di Antiochia  Ammiraglio del regno Ruggero Secondo e allo stesso ammiraglio si deve la volontà di far edificare la chiesa chiamata Santa Maria dell’Ammiraglio in Piazza Bellini. La chiesa accanto, invece, quella dedicata a San Cataldo con le tre cupolette rosse perché intonacata con calce mista a coccio pesto venne voluta dall’ammiraglio Maione da Bari (1154-1160) passata poi alla famiglia Martorana.

Altre chiese costruite durante il regno di Ruggero II sono la Chiesa di San Giovanni degli Eremiti, non lontano dal palazzo dei re Normanni e dalla Porta Mazara. Accanto alla chiesa sono i resti della chiesa di San Giorgio (oggi San Giuseppe Cafasso).

L’elenco è lungo e bisogna aggiungere la chiesa di Santo Spirito fondata dall’arcivescovo di Palermo nel 1169, famosa per la rivolta “dei Vespri” del 1282 dentro il Cimitero di Sant’Orsola e, inoltre, la chiesa della Santissima Trinità alla Magione alla Kalsa fondata da Matteo d’Aiello gran cancelliere di re Guglielmo Secondo 1166-1189).

Bisognerà aggiungere la costruzione di numerosi “castelli”: Maredolce o della Favara circondata da un laghetto con annessa la chiesa di Santissimi Filippo e Giacomo ricostruita da re Ruggero verso il 1150. Al merito dei due Guglielmi quello della Zisa fatta costruire da Guglielmo Primo e portata a compimento da Guglielmo Secondo. Il Castello della Cuba che ha un iscrizione di coronamento che fa esplicito riferimento a Guglielmo Secondo e porta la data del 1180. Il Castello dello Scibeni in contrada Altarello di Baida e la Cappella del Parco o Cuba Soprana ad Altofonte.

E’ chiaro che l’affermazione e il funzionamento del regno normanno, proprio agli inizi del XII secolo, aveva dato inizio a numerosi interventi di urbanistica che mutava la città e l’ampio spazio circostante.

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