Il messinese Togo alla Biennale d’arte. Con la Guinea - di Vincenzo Bonaventura
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- Category: Arte e spettacolo
- Creato: 07 Marzo 2026
- Scritto da Redazione Culturelite
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Togo torna alla Biennale d’Arte di Venezia (9 maggio - 22 novembre), e lo fa attraverso la Repubblica di Guinea, Paese africano sull’Atlantico. Non è un percorso tortuoso come potrebbe sembrare: da Milano, dove vive e lavora, l’artista messinese si sposterà nell’isola di San Servolo, una volta ospedale psichiatrico e ora una delle sedi dell’esposizione, per confrontarsi con chi nelle radici sembra avere pezzi comuni di dna.
La Guinea, ex colonia francese, è uno dei sette Paesi presenti per la prima volta a Venezia e si riallaccia a quelle “minor keys” che la compianta curatrice camerunese- svizzera Koyo Kouoh (scomparsa nel maggio scorso) ha scelto come tema di questa edizione. Mentre infuriano le polemiche perché nessun artista italiano è stato invitato e il Padiglione Italia è dedicato per intero alla sola Chiara Camoni, alcuni dei nostri artisti, con altri europei, saranno di scena a Venezia proprio grazie alla Guinea.
«San Servolo – spiega il curatore Carlo Stragapede – è un luogo dove le “minor keys”, note basse di isolamento e silenzio, risuonano con potenza, trasformando il vuoto in presenza assoluta. Il padiglione propone un dialogo universale tra la materia guineana e l’arte contemporanea europea. Non si tratta di una sterile ricerca di influenze, ma di una risonanza d’anime basata sulla condizione umana e sulla dignità. L’arte guineana, legata a funzioni rituali e spirituali, espresse attraverso suoni e colori, si confronta con la sensibilità europea: riattualizza i propri codici per abitare le dinamiche della globalizzazione e le complesse stratificazioni dell’identità post- coloniale».
In questa ottica i colori forti dell’espressionismo mediterraneo di Enzo Migneco, in arte Togo, si inseriscono bene, anzi sono davvero consonanti, specchio diverso di un identico attaccamento alla terra d’origine.
In mostra il suo recentissimo dittico «Presenze costanti». Ancora Stragapede spiega tutto: «La capacità di Togo di dialogare con la natura in modo quasi totemico e spirituale lo rende una figura ideale per un confronto culturale con la Repubblica di Guinea: l’energia primordiale dei suoi paesaggi si sposa perfettamente con l’idea di un padiglione che celebra la terra, i simboli e la luce. Togo rappresenta la forza di una pittura che sa essere al contempo colta e popolare, capace di toccare le corde universali del legame tra l’uomo e il suo territorio».
in: gazzettadelsud.it




