Anna Lupo recensisce "L'airone celeste" di Tommaso Romano (Ed. All'Insegna dell'Ippogrifo)

Il tempo circolare della scrittura di Tommaso Romano si configura ancora una volta con questa nuova silloge “L’airone celeste” (All’Insegna dell’Ippogrifo, 2018) che raccoglie versi che rivelano stile immediato in un mistico contatto con l’anima, espressione di un’identità artistica e umana raffinata.
Una raccolta di liriche variegate, che spaziano nella ideazione di un’utopia che si realizza grazie alla Parola tesa ad affrontare temi imprescindibili, quali il contingente e il sovrumano, il senso del limite e l’idea d’infinito, il trascendente e l’eterno per dirla con Plotino, in una unità cosmica. Senza scissioni la totalità diventa bellezza, sapienza, infinito, ricerca inesausta del mistero della percezione, tessera di un mosaicosmo perenne, di qui la bellezza sognata come necessità di quell’amore che si invera nell’universale ben oltre le miserie terrene.
Cuore e pensiero sono lame di luce che fendono l’opacità di questo nostro mondo dove l’uomo viene ridotto a una quantità negligorable, di un granello di sabbia di fronte a un’organizzazione immensa di cose e di forze che gli sottraggono tutti i progressi, la spiritualità e i valori come scrive George Simmel.
Sono la metafora, la sinestesia, l’onomatopea, l’analogia a incarnare i miti della mondanità dell’effimero, dell’irrazionale e del vitalismo tesi a rispecchiare la sensualità del temperamento forte e geniale del poeta.
E’ nella figura luminosa della bellezza che l’essere dell’ente diviene visibile come in nessun’altra parte e per questo elemento estetico deve essere presente in ogni conoscenza e tendenza spirituale.
E’ quanto può essere verificato nello Splendor che anche per San Tommaso accompagna il Verum.
Verità, amore, bellezza sono i tre elementi trascendenti che regolano la conoscenza umana, in un’esigenza di elevazione a riconoscere la paternità di ideali che non hanno mode e tempo a scadere.
L’airone celeste è un soffio di bellezza, un dono prezioso già dal titolo evocativo e simbolico. Si può così comprendere l’autenticità del poeta che oltre qualsiasi retorica echeggia un linguaggio sobrio che possiede lo spessore dell’ispirazione e lo splendore della metafisica viva, dell’uomo saggio, suo tratto distintivo in un discorso poetico originale, come promessa di riscatto di un animo travagliato che si trascina come in un muto dialogo alla ricerca della verità.
L’uomo, ci insegna Gentile, il vero uomo è stile di vita, profonda umanità, mancanza d’alterigia, apertura di cuore e d’intelletto, rigore da un lato e ironia dall’altro.
Ethos e pathos a comprendere perdite e riconquiste, la nostra è una storia circolare alla ricerca dell’essenza, di lasciare una traccia per dare un minimo senso a questa esistenza.
La poesia di Tommaso Romano si nutre di legami, di umori, di passioni, presenza e assenza, ricerca, conoscenza, fede e cosmicità, amore per la musica “vestigia d’anima”, appagamento interiore, contemplazione, silenzio.
Eros e thànatos tra sogno e realtà tra passato e presente, tra contingente e assoluto in eterno conflitto. Versi del Nostro come perle di saggezza, di classe, dal lirismo ricercato, pervasi dal sommo spirito di Cristina Campo, non a caso l’epigrafe dove viene citata dal poeta come esempio di donna cresciuta nel culto della bellezza e animata dalla tensione alla perfezione.
Affiora la deducibilità di un’idea di trascendenza suprema espressione di una bellezza che rapisce “l’altro tuo nome è infinita bellezza da cui nacque amore” infinita bellezza (pag. 58) una trinità: parola, bellezza, amore che porta al superamento del tempo.
L’airone celeste creatura elegante, maestosa, mitica, simboleggia l’avvento, l’attesa di un periodo felice, preannuncia la rinascita dove tutto è bellezza e amore, il poeta si ferma ad aspettare tempi migliori “una notte per un sogno d’incanto”, un’assenza che diventi attesa a riempire il vuoto del tempo e a non disperdere alcuna possibilità di riscatto, un bisogno di elevazione di un animo che si trascina speranzoso e trova conforto nella poesia, nell’attesa di esorcizzare il male e tutto ciò che è banale.
La raccolta rappresenta un mosaico del quadro cosmico, versi di storia personale, delle cose amate, del male di vivere, di luoghi, di ricordi, di riflessione, rivelano un poeta capace di stupire e stupirsi a leggere le cose del mondo.
In Continuum è documentata tutta la sua opera in cammino, che è metafora della vita e della ricerca del suo significato attraverso la crescita e il riscatto, che è viaggio parallelo nei versi di Dante: la coscienza della transitorietà, pertanto l’uomo ha la necessità di lasciare sulla carta una traccia di sé, “scrivi su un foglio sulla sabbia e il mare sul muro dove vuoi tu” Gravoso scrivere (pag. 78) in un momento storico segnato dalla pervasività della comunicazione tecnologica apparentemente onnipotente che minaccia di mordere la trasmissione della parola, il Nostro esce dai confini verbali e la scrittura diventa l’asse portante del suo impegno culturale.
Altrettanto intensi si coniugano i seguenti versi “non viviamo che di passato e di futuro in ansie d’attese” Flebile alito (pag. 46) e ancora “a presto airone celeste meraviglia d’uno stupore inatteso, a presto" Libero airone (pag. 59).
Siamo di fronte a un poeta con una produzione letteraria vasta e multiforme comprendente un centinaio di volumi di saggistica, storia, poesia quasi a rivelare i molteplici aspetti di una personalità straordinaria, impegnata sempre in studi monografici di molti pensatori classici e contemporanei da Seneca a Vico, da de Maitre a Mortillaro a Nietzsche, da Evola a Mordini, da Pound a Eliot a de Tejada ecc. ecc. Un percorso formativo, filosofico e una formazione umanistica eccellente e che non è facile da riassumere appunto per la molteplicità cui è legata e che pervade naturalmente tutta la sua opera saggistica riunita nella “Collezione del Mosaicosmo” che rappresenta la sintesi della ricerca speculativa e spirituale.
Ed ecco, dunque, un’imponente produzione letteraria, filosofica, storica, artistica dove il Nostro rimane sempre fedele a sé stesso e dove l’aspetto che accomuna i testi è una offerta ad una salvezza “umile e possibile per tutti". Si approda così ad una dimensione di esistenza che tenta di redimersi dall’effimero, un messaggio forte di valore da custodire nello scrigno dell’anima.

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