"L'idea folle di tenere in casa gli anziani" di Paolo Ruffilli

Il Presidente di "Italian Poetry" sul ventilato provvedimento di quarantena per gli ultrasettantenni

Oltre ad essere folle e razzista, il provvedimento  studiato per tenere in casa gli anziani ultrasettantenni appare con evidenza discriminatorio e anticostituzionale: lede il principio fondante degli stati liberali che dichiara l’uguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge.

Pensare di isolare in quarantena gli anziani condannandoli in moltissimi casi  alla solitudine, sia pure con la motivazione della prudenza sanitaria, sarebbe un comportamento incivile e intollerabile in una democrazia che si ritroverebbe a fare uso di pratiche liberticide tipiche piuttosto delle dittature. E poi, andando incontro all’estate, il provvedimento metterebbe piuttosto a rischio la salute degli anziani, protraendo una condizione di vita innaturale, al chiuso invece che all’aria aperta, senza la socialità che è essenziale. È assoluto il dissenso nei confronti di una disposizione limitativa della libertà personale, che pretenderebbe di tenere un numero elevato (i pensionati italiani sono sedici milioni) di persone in gran parte ancora attive, in buona salute e in grado di dare ulteriori apporti alla nostra società, in una segregazione in base al puro dato anagrafico dell’età.

Quello dell’età anagrafica non è certo un criterio da usare in maniera incondizionata. Si pensi alla proposta avanzata dai genetisti di creare una carta di identità “biologica” proprio perché quasi mai l’età effettiva corrisponde a quella riportata sui documenti. Un settantenne in buona salute non è più a rischio di contagio di una persona di cinquanta o sessant’anni, magari affetta da qualche patologia. Opporsi a un simile provvedimento è oltre tutto una questione di dignità, tutt’altro che secondaria, e un problema anche sociologico per il tipo di pregiudizio indotto in particolare tra i più giovani e destinato a cancellare o ad affievolire considerazione e rispetto nei confronti delle generazioni intermediarie e testimoni del passato.

 

 

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