“Vito Mauro “La luna crollerà” (ed. Thule)” di Fulvio Castellan

Se l’amore, come ha inteso scrivere Vito Mauro, è “un pensiero raccolto, / uno sguardo velato, / un sogno vissuto”, risulta evidente, evidentissimo, che il suo navigare nell’io della realtà e degli altri, oltre che nel proprio, diventa, giustamente, un percorso ricco di momenti alti, di stupori, di incontri sul filo di un lirismo più o meno nascosto e che assume l’aspetto di un mosaico di luci e di penombre, di accelerazioni emotive e di sussulti, di messaggi e di amicizie, di silenzi ideali e di turbamenti, di assenze e di speranze, di voci che si inseguono e di ascolti dissetanti…
 È un insieme di piccoli grandi quadri dalle tonalità cangianti, il suo dire, il suo accostarsi alle fonte, sempre nitida, di un pensiero dialogante e di una sensibilità nostalgica e, perché no, malinconica. Versi, pensieri liberi, riflessioni anche di breve intensità e di parole volutamente essenziali fanno il pari, a nostro avviso, con un Io (il suo) decisamente prensile, sincero e mordace.
Come a dire che ogni pagina di questo libro equivale ad una scultura da toccare con il cuore e da interpretare, tanto più che il ricorso ad un “tu” amicale lascia spazio ad un colloquio spontaneo anche con “incanti e miraggi / che compensano afflizioni, / con un mondo di chimere / che regala / anche / quel che hai sognato”. Flash ricorrenti, dunque. Pregnanti e dalle verità inequivocabili. Nella poesia riservata “Ai falsi” non a caso si può leggere quanto segue: “Artefici di falsa quiete, / smettetela / di affermare il falso, / perché beffeggiate, / amareggiate, avvilite, / chi ancora oggi / crede nelle passioni, / negli ideali / e nei sentimenti”. Pensieri forti, dunque, che condensano sguardi sinceri ed attese allo scopo, ci sembra, di stare alla larga da falsi successi, da immagini superficiali, da ridondanti ripetizioni di vacuità…

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