Una nota di Francesca Luzzio a "Alchimia della polvere. Aforisminattuali con Autoritratto feroce" di Tommaso Romano (Ed. All'Insegna dell'Ippogrifo"

Esperienza concreta e riflessione, vita vissuta e deduzione filosofico -morale, una sorta di diario intellettuale in cui l’autore raccoglie la polvere del vissuto che trasforma però con alchemica scrittura, in considerazioni dorate, preziose, idonee per il lettore alla meditazione non solo intorno a valori e principi etico -morali, ma anche intorno ad elaborazioni estetiche.

Aforismi, pensieri e, in conclusione, un’autobiografia che trova nel ritratto di Laura Natangeli la concretizzazione grafica dell’essenza spirituale di Tommaso Romano a cui ben si addice l’attributo ”feroce” se ad esso, a prescindere dal contesto di riferimento, diamo il significato dantesco di coraggioso ed impavido ( Par. c. XI, V.70). Impavido è infatti l’autore nel leggersi, nel guardarsi dentro, nel proporre al lettore i meandri profondi del suo essere e del suo sentire, nell’attuare una costante e minuziosa indagine dei propri principi, esplicando in tal modo anche una contemplazione del sé, insomma un Amore egotistico , ma “in una trama che molto dà e nulla si aspetta in cambio”.

Gli aforismi ed i pensieri, di fatto, molto danno a chi li legge e di essi fa prassi di vita, soprattutto quando, come oggi ”Odio, rancore, violenza, reciproche intolleranze ….” dominano incontrastati ed impera “l’economicismo incontrastato e la criptopolitica” (pag.26). Nella drammaticità dei nostri tempi, diventa fondamentale rispondere alla propria cristiana coscienza perché, come sostiene Pirandello, la vita scorre, è flusso incessante e , se siamo costretti ad indossare maschere, l’importante  è sapersele togliere, se esse ostacolano il vivere nella pienezza del sé, nel rispetto di valori per noi cardini e sostanziali dell’essere, che, come sostiene Heidegger, pur prescindendo dalle sue conclusioni, è sempre un esserci, cioè un singolo esistente caratterizzato dall’intenzionalità verso il mondo e , aggiungiamo, verso la Bellezza che l’arte con vari linguaggi propone, infatti “solo la poesia, l’arte e la conoscenza scientifica possono assumersi …. l’onere dell’impensabile , oltre le scogliere del corrente pensiero vacuo”(pag.66) che induce i suoi sostenitori a pensare anche di potere fare a meno degli esiti della creatività , ma di fatto costoro rinunciano a vivere l’amore rigenerante

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