Tommaso Romano, "Racconto fotografico palermitano. Dialogo con Leoluca Cascio. Le sale da posa a Palermo e Provincia fra Ottocento e prima metà del Novecento nella collezione di Casa Thule" (Ed. Thule) - di Lisa Sciortino

L’ultimo libro di Tommaso Romano si intitola Racconto fotografico palermitano. Dialogo con Leoluca Cascio. Le sale da posa a Palermo e Provincia fra Ottocento e prima metà del Novecento nella collezione di Casa Thule, edito da Associazione Fondazione Thule Cultura.

Il volume, con introduzione di Leoluca Cascio, presenta una selezione della vasta raccolta fotografica del professore Romano, peraltro fruibile su appuntamento presso la Casa Museo Thule di via Ammiraglio Gravina a Palermo, che testimonia il meritorio e instancabile impegno del collezionista nella conservazione e divulgazione della memoria.

Tra le pagine del catalogo, bello e lineare nella veste grafica di Giuseppe Mirisola, trovano posto volti e ritratti, bambini in posa con i loro giochi, eleganti dame in abiti Belle Époque, distinti signori della buona società, gruppi familiari composti. Uno spaccato di immagini che raccontano, attraverso gli scatti d’epoca, una Palermo tra XIX e XX secolo in cui gli studi fotografici divennero luoghi di incontro e di influenze sociali. Ma il volume non è solo una raccolta di fotografie e anche la storia degli atelier più significativi della città: Incorpora, Interguglielmi, La Barbera, Laisné, Pelos, Sommer, solo per citarne alcuni.

Osserva Romano: “La fotografia (…) si pone indubbiamente come apparato comunicativo che utilizza un proprio codice, quello visivo, e che entra di diritto all’interno del patrimonio culturale. La forza della fotografia, infatti, sta nella capacità di reificare conoscenze, le quali si rendono poi disponibili e possono essere recuperate in momenti successivi da chiunque e per scopi diversi. Con l’immediatezza che solo la fotografia possiede, noi oggi possiamo disporre di un’infinità di dati su luoghi, uomini e fatti del nostro passato, grazie alla capacità analitica di chi ha saputo fissare, laddove noi non potevamo esserci, il proprio obiettivo fotografico. Come affermava il fotografo statunitense Elliot Erwitt la fotografia è tutta qui: far vedere a un’altra persona quello che non può vedere perché è lontana, o distratta, mentre tu invece sei stato fortunato e hai visto”.

È grazie a lungimiranti collezionisti come Tommaso Romano che Palermo può vantare una storia fotografica meticolosamente custodita da tramandare alle generazioni future, arricchendo il sapere antropologico, storico e sociologico locale.

                         

 

 

 

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