"Segreti antichi? Un romanzo li smonta" di Carmelo Currò

Conoscenze segrete. Vangeli nascosti. Scie aeree nei cieli. Sorgenti di energie nelle viscere terrestri. Le ricerche della verità occulta, quella per intenderci che sarebbe nascosta ai comuni mortali, alla gente che ogni giorno lavora, studia, cammina e ama, sono cresciute in maniera esponenziale, grazie a libri, articoli, scoperte, dati archeologici, rilevamenti astronomici, documentari su You tube, dichiarazioni di studiosi. Angeli che svelano la loro natura marziana, Dio che si scopre a distanza di millenni parlare al plurale, strade e monumenti situati su misteriose vie lungo le rotte dei terremoti e delle costellazioni, sono le miniere inesauribili su cui si poggiano queste verità che sarebbero finalmente sondate, portate alla luce e sottratte alla congiura del silenzio; e che lentamente soppiantano le innumerevoli visioni mariane e le sopravvivenze templari: argomenti invecchiati e usciti di moda appena ci si è accorti del calo di attenzione nell’immaginario collettivo.

Eppure, nel corso dei secoli, niente è stato più chiaro, per coloro che ancora pretendono di rifarsi al messaggio cristiano, della sentenza evangelica di Gesù che ha ricordato come la Verità è tale e rivelata una volta per tutte: visibile all’intelligenza e ai sensi al pari di una città posta sulla montagna (Cf. Matteo, V, 14-15). Che se per caso questa Verità non fosse più riconosciuta per tale da chi si dice cristiano, si dovrebbe pensare di avere a che fare solo con uomini che voltano le spalle al Vangelo o si mettono la testa sotto al tavolo, secondo le riflessioni di S.Agostino, S.Girolamo o S.Francesco di Sales (Cf. S.Francesco di Sales, Discorsi di Sacre Controversie – Discorso XIX, in Collezione completa di tutte le opere di S.Francesco di Sales, VIII, Brescia 1830, pp. 213-214).

Le ultime pubblicazioni su Dio extraterrestre o dei astronauti meravigliano, nonostante discendano da una serie ormai lunga di indagini pluridecennali abbastanza ripetitive, perché sono state considerate da uno scrittore come Mauro Biglino già traduttore di ebraico biblico, il quale anche se brillantemente, nelle sue opere sulle verità che si nasconderebbero tra le pagine veterotestamentarie, non sembra dare l’opportuno rilievo a un dato essenziale, e cioè che Dio è Uno e Trino anche nel Vecchio Testamento, e che quindi può parlare al plurale come al singolare, così come avviene nell’episodio in cui Abramo riceve la visita del Signore sotto forma di angeli (Cf. Genesi, XVIII).

La profusione di romanzi la cui trama parla di segreti nascosti alla gente comune ha fatto comunque crescere il sospetto di doppie verità celate e tramandate da nobili maestri. Un altro modo per screditare, scardinare e minare istituzioni solide, tradizioni millenarie, come la Chiesa e alcune dinastie. La solita teoria di trame simili urta però con un romanzo edito qualche anno fa da Marcello Simoni per a Newtonm Company. L’Autore, ben esperto di trame medievali e misteriose accattivanti, nel suo libro La biblioteca perduta dell’alchimista, esce tuttavia dagli stereotipi proponendo una realtà che potrebbe essere stata comune al nocciolo duro di molte leggende e storie del passato. In pratica, alla base della ricerca di un libro di alchimia (o piuttosto di chimica, visto che la magia esce totalmente dallo svolgimento dei fatti), non esiste la soluzione del modo di pronunciare nomi divini o angelici; non esiste l’indagine sulla combinazione di elementi favorita da conoscenze demoniache; né come realizzare le mescolanze di sangue virgineo, fluidi corporei, polvere di astri. Molto più semplicemente, il libro contiene conoscenze più terrene: i risultati di letture, quelli di sperimentazioni o di osservazioni empiriche. Infine, tra le altre conoscenze, esso contiene il metodo per ottenere una perfetta placcatura dei metalli, in modo da farli credere non piombo o ferro ma oro. E con questo falso oro acquistare armi, castelli, rifornimenti, eserciti e alleati, e quindi potere. Un potere molto umano e per niente metafisico, in grado di muovere cupidigia e di gestire fantasie altrimenti perdute in immaginazioni cinematografiche ed inutili.

Questo libro va letto con attenzione e anche con riconoscenza, perché ci scrolla di dosso le fastidiose immaginazioni che negli ultimi decenni hanno fuorviato e confuso l’opinione pubblica.

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