"Notturno" di Antonio Saccà

Qui c’è spaziosa solitudine e silenzio invulnerabile, qui passi lentissimi e corpi stesi ed occhi fermi e chiusi, qui tutto è pronto per scendere dal minimo della vita alla non vita . E la notte prepara imboscate incoscienti. Vorrei dormire sicuro di svegliarmi. Ma non esistono divinità a cui chiedere e la 
Natura tratta l’uomo come le onde del mare che svaniscono nelle aride sabbie. Di ciascuno rimane una fugace impronta che il Sole brucia.

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