Mosaicosmo/3 - “L'universo intellettuale di Tommaso Romano” di Giovanni Bonanno

In Essere nel mosaicosmo, edito da Thule, il filosofo palermitano affronta con coraggio i grandi temi dell'uomo nella realtà contemporanea, il valore della libertà e della coscienza e il dovere di partecipazione alla vita politica. Rimanda a Papini, Borges ed Eco, al mondo della biblioteca, della sapienza esoterica e filosofica, all'universo della verità, dell'unum in cui si racchiude ogni verità del tempo e dello spazio, l'ultimo libro di Tommaso Romano, edito da Thule. Confessione narrata in Essere nel mosaicosmo da uno scrittore che sente di dover comunicare la pienezza di un'esistenza vissuta con il pensiero dei classici e il turbamento dei contemporanei, intento ad ascoltare ragioni e dubbi, a penetrare gli enigmi. Un intellettuale maturato nella lettura di centomila libri, avido di conoscenza, bisognoso di superare le colonne d'Ercole per un'avventura dentro il mistero dell'uomo, nell'immanenza e nella trascendenza che ne lacerano l'io. Un'opera viva, di parole vive. Non scrive l'autore, ma parla. E' voce ferma: di idee e passioni. Interpellato da stringenti domande Romano non si lascia intimorire. Afferma la sua concezione, forte dell'appartenenza a una cultura stratificata, all'umanesimo che radica l'essenza nella tradizione greco-romana, di Aristotele e Seneca, nella rivelazione cristiana e nella fede dei padri, di Agostino e Tommaso, che si rapporta a Dante, ai pensatori e ai poeti del rinascimento, quindi alla modernità dell'illuminismo e all'inquietudine di Kierkegaard, che sconvolge le certezze di scientismo e positivismo costituendo, nel XX secolo, pungolo delle coscienze e dando senso, in ambito religioso e laico, alla dimensione esistenziale.
Sottotitolo del libro è Dialoghi con Maria Patrizia Allotta e Luca Tumminello: sembrerebbe accennare a conversazioni rasserenanti. Tutt'altra è la sostanza e la modalità. Non c'è quiete, ma tensione. Un turbinio di perché, una dialettica di tesi e antitesi, una sfida dell'intelligenza dischiusa alla ricerca, che implica indagine, analisi e sintesi, senza apologie, talvolta una polemica sferzante contro le manipolazioni di sofisti e mestatori che negano o distorcono la realtà. Stupisce la visione dell'esistenza, nel volume, volta alla positività: prima come contemplazione del cosmo, di luce, natura e umanità, poi come penetrazione della storia e del presente sino a porsi dinanzi all'ombra che introduce nell' escaton, nell'abisso del nulla o del tutto. Ma è sempre l'ignoto dell'uomo, in ogni pagina, la verità confessata da Romano, consapevole che il processo dell'essere e dell'esistere è impervio, tramato di corsi e ricorsi, non lineare né progressivo, strutturato di strade senza uscita di labirintici camminamenti, di enigmi e follie. Nonostante la lucidità della mente fissa nell' hic et nunc, non si lascia imprigionare dalla contingenza lo scrittore, il quale pulsa di sentimenti spirituali che lo spingono a credere nella paternità di Dio e in Cristo, fratello di ogni uomo. Perciò la condizione di intellettuale è nel duplice travaglio: la comprensione della concretezza storica, politica e sociale da una parte, dall'altra la comprensione del suo stesso io in rapporto agli altri e all'Altro. Groviglio di ansie e pensieri che si aggrappa, nei lunghi anni di studi, scrittura, incontri, dibattiti, pubblicazioni non solo alla speranza, ma anche alla certezza della fede che non dà pace.
Di miriade di interrogativi e ragionamenti si tesse Essere nel mosaicosmo. Di dubbi e spiegazioni che traversano da sempre filosofi e poeti, atei e credenti. Wunderkammer questo volume: di interrogativi e di folgorazioni che indicano la notte e il giorno di ogni soggetto nel divenire della società, nel loro intrecciarsi ora con dipendenze ora con rifiuti, fino ad essere succubi di sistemi, oppure liberi di ideare e fare, di volere per sé e gli altri una dimensione alta della vita. Con la wunderkammer si identifica Tommaso Romano, a cui si devono parecchi saggi e volumi e la direzione del quadrimestrale Spiritualità & Letteratura. E' lui un mosaico di infiniti frammenti, scoperti nella biblioteca borgesiana, di cui si alimenta fin da ragazzo. Molteplici e di diversa matrice gli autori studiati, le cui opere sintetizza con dovizia di riferimenti in un quadro di cogente razionalità. Se i maestri della filosofia gli sono consustanziali, di non minor importanza sono i teorici della politica e della sociologia, così pure gli scrittori del novecento italiano. Tutti costituiscono parte del suo cosmo, di una personalità legata al cotidie della storia nelle complesse forme di natura intellettuale: giuridica, etica e religiosa. Per questo Romano affronta nel libro, con una certa organicità, i temi che scuotono intelligenza e coscienza. Fondamento della confessione è il senso di Dio, il fiat del cosmo, la creazione dell'uomo in pagine di meditazione e luce. Lo studioso, che abitualmente sillogizza, si lascia trasportare dalla veemenza con avvolgenti descrizioni e fremiti dell'anima. L'afflato, talvolta, si trasforma in narrazione affabulatoria, in canto poetico, in metafisica visione, superando i compartimenti stagno costruiti da discipline che separano scienza e fede.
Seguono paragrafi singolari: il pensiero, il libero arbitrio, l'etica, la colpa, il dolore, l'io, l'altro. Argomenti filosofici, scientifici e teologici - sostenuti da continue citazioni - che riguardano l'essenza dell'uomo e la sua partecipazione al presente, esposti con pertinenza analitica e speculativa in un linguaggio colto, pregno di passione, secondo metodi esperiti nelle aule dei licei, nei seminari e nelle tavole rotonde.
Un'articolata sezione mette in rilievo il valore della politica nel rapporto con legge e potere, istituzioni e organismi, comunità e singoli, in cui Romano dimostra, pur nella complessa sua struttura, una chiara percezione della società, scevra da condizionamenti di lobby. Si pone in alto. Pensa la politica come ministero, servizio di verità e amore a beneficio dei cittadini, condannando i deviazionismi, che ne corrodono l'essenza, e la stessa strumentalizzazione operata da imbonitori ideologici e da massmedia senz'anima. Indicativo è il suo leit-motiv: Siamo tutti chiamati, in quanto parte della comunità, alla politica, a servire umanamente la città degli uomini, a partire dal compiere responsabilmente e con coscienza i compiti che ci siamo assegnati nella polis. Termina la sua confessione di intellettuale riprendendo il tema dell'uomo, la sua verità, metafisica e teologia, e l'urgenza che nella persona sia fondante il sentimento di amicizia e di condivisione. Essere nel mosaicosmo è il frutto di tanti libri amati, ma soprattutto della vita di un pensatore che dona ai lettori pagine di verità in grado di conquistare la mente di chi, nel silenzio e nell'azione, cerca se stesso e gli altri.
 
da: “Il Sigillo”, Palermo, 2010
 

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