Lorenzo Fontana, Ettore Gotti Tedeschi, “La culla vuota della civiltà. All’origine della crisi”, (Ed. Gondolin) - Recensione di Giuseppe Massari

Il destino degli italiani rischia di essere l'estinzione. Complici le politiche poco lungimiranti degli ultimi anni, e la precisa scelta di colmare il gap demografico con i flussi migratori, le famiglie italiane sono progressivamente scomparse dalle priorità politiche e nei fatti, oggi, scoraggiate a fare figli. In questo libro Lorenzo Fontana ed Ettore Gotti Tedeschi spiegano perché il terribile inverno demografico di un popolo cancella il futuro e l'identità rappresentando inoltre la principale causa del declino economico di una nazione. E ciò sta già accadendo, in un vortice che vede invecchiare la popolazione, aumentando i costi fissi di pensioni e sanità, e ridurre la produttività per la mancanza di giovani afflussi al mercato del lavoro, facendo crollare le speranze per il futuro e la voglia di risparmio. Per arrestare questo processo inesorabile serve prima di tutto il coraggio di ripianificare le priorità dell'agenda politica, allargandone il raggio d'azione a investimenti duraturi e strutturali, riattribuendo senso e valore a parole e concetti dimenticati, primo fra tutti: la famiglia.  “La Culla vuota della civiltà. All’origine della crisi”, è un libro scritto a quattro mani: da Lorenzo Fontana,  già europarlamentare della Lega, eletto alla Camera dei Deputati, diventandone vice Presidente dal 29 marzo 2018, e dall’economista ed ex presidente dello Ior, (Istituto per le Opere di Religione), Ettore Gotti Tedeschi. “La crisi demografica in Italia, scrive Fontana, forte anche della sua permanenza a Bruxelles per circa 9 anni, ed ha potuto conoscere certe dinamiche dal di dentro, sta producendo numeri da guerra. E’ come se ogni anno scomparisse dalla cartina geografica una città come Padova. Noi non ci arrendiamo all’estinzione e difenderemo la nostra identità contro il pensiero unico della globalizzazione, che oggi ci vuole tutti omologati e schiavi. La politica deve produrre un cambiamento culturale, con azioni che guardino ai prossimi 20-30 anni: ne va della sopravvivenza della nostra civiltà”. Gotti tedeschi, da par suo scrive:“La crisi demografica è la vera origine della crisi economica perché ha prodotto calo del Pil, consumismo, corsa al ribasso dei costi di produzione, delocalizzazioni e, parallelamente, invecchiamento della popolazione, aumento dei costi fissi e quindi delle tasse, indebitamento”. Citando le encicliche Sollicitudo rei socialis di Giovanni Paolo II e Caritas in Veritate di Benedetto XVI, ha evidenziato che gli strumenti estremamente sofisticati di cui disponiamo oggi, ad es. le biotecnologie, possono sfuggire di mano all’uomo immaturo nei nostri tempi e distruggerlo. Ecco, perché, tornando “al suo papa”, Benedetto XVI, ne riprende i contenuti teologici e magisteriali, proponendo un rimedio: cambiare il cuore dell’uomo, e questo è il compito della Chiesa che per realizzarlo ha a disposizione tre strumenti: magistero, preghiera e sacramenti. Gotti Tedeschi, infine, suggerisce alla politica di guardare al “modello Giappone”, che ha “scelto di affrontare il calo demografico tutelando la propria identità e rifiutando di attingere all’immigrazione, puntando invece su investimenti tecnologici e dandosi l’obiettivo dei due figli a coppia, che è il, cosiddetto, ‘tasso di sostituzione’, necessario per conservare il livello della popolazione”. La prefazione del volume è stata affidata al leader della Lega Matteo Salvini, il quale ha colto l’occasione per evidenziare le linee programmatiche e di governo, qualora il suo movimento assumesse la guida di Palazzo Chigi. “Se le culle sono vuote, se le ragazze e i ragazzi, oggi in Italia, non hanno certezze, non hanno diritti, non hanno lavoro, non scommettono sul futuro e non mettono al mondo dei figli è chiaro che poi, a sinistra, c’è qualche ‘genio’ che dice: ‘Te li mando sui barconi i tuoi futuri figli’. Noi diciamo no e vogliamo investire sulla famiglia, come prevede la Costituzione, aiutare le mamme a essere mamme e i papà a essere papà e, aggiungo, i nonni a tornare ad essere nonni, consentendo loro di andare in pensione dopo anni di lavoro. Il primo parametro economico e sociale su cui verrò misurato al governo sarà il fatto che torneranno a nascere i bimbi che non stanno più nascendo perché gli italiani torneranno a scommettere sul loro futuro”.  

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