Il fascicolo di “Nova Historica”. Quando la destra voleva cambiare l’italia

E’ in distribuzione  il nuovo numero di “Nova Historica” (n. 69 – settembre 2019): duecento pagine dedicate in larga parte alla “proposta riformatrice della destra italiana”, presidenzialista e partecipativa, ricostruita attraverso le figure di alcuni suoi esponenti storici (Franco Franchi, Gaetano Rasi, Diano Brocchi), con particolare attenzione al progetto politico alternativo che dalle origini fino agli Anni Novanta del ‘900 ha caratterizzato l’impegno missino.

Alla Terza Via, corporativa e presidenzialista, è dedicato l’ampio saggio di Mario Bozzi Sentieri, che ricostruisce il dibattito sullo Stato Nazionale del Lavoro e  sull’Idea partecipativa e corporativa, rimarcata ad ogni congresso e trasformata, di legislatura in legislatura,  in efficaci proposte di legge, fino ad arrivare, negli Anni Settanta,  alla campagna per  la Nuova Repubblica, in grado di coinvolgere settori sempre più ampi della pubblica opinione sul tema delle riforme istituzionali. Scorrono, nella ricostruzione di Bozzi Sentieri, i nomi-simbolo nella battaglia della cosiddetta “alternativa al Sistema” (Ernesto Massi, Gaetano Rasi, Carlo Costamagna, Ugo Spirito, Primo Siena,  Giorgio Almirante, Giorgio Bacchi, Pinuccio Tatarella, Giano Accame) le cui  idee mantengono, pur nello scorrere degli anni, un valore culturale e politico di grande attualità.

Lo sottolinea, nell’editoriale di apertura di “Nova Historica”, il direttore della rivista, Massimo Magliaro, che invita  a riflettere,  con serenità e serietà, sulla proposta riformatrice del Msi, “tenendo presente lo spirito modernizzatore col quale la destra politica italiana la offrì all’attenzione degli studiosi, degli altri partiti e della pubblica opinione (ne parla Franchi nella sua introduzione). Spirito che oggi appare ancor più necessario”.

Sui temi sindacali e sociali, Nazzareno Mollicone continua la  sua storia del Sindacalismo Nazionale e Rivoluzionario, giunta alla terza puntata, approfondendo il periodo fascista fino alla Repubblica Sociale Italiana. Per la rubrica  delle destre europee  si segnala   l’articolo “Gli anni di Ordre Nouveau” di Philippe Pierson, dedicato all’esperienza dell’originale movimento francese, caratterizzato dalla grafica di Jack Marchal, l’inventore del famoso topo nero,  largamente riprodotta. Di grande interesse la ricostruzione di Carlos Carmona Flores  del contestato “golpe” spagnolo (fallito) del 23 febbraio  1981, l’articolo di Roberto Rosseti, dedicato a “Rosario Bentivegna, il gappista di Via Rasella”, e la puntuale lettura della vita e dell’opera di Aleksander Solzhenitsyn a 101 anni dalla nascita di Roberto Pecchioli. Completano il fascicolo di “Nova Historica” le recensioni e la suggestiva rassegna dedicata alla simbologia dei fascismi sconosciuti, a cura di Michele Rallo.

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Redazione

 

 

  

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