Gianni Baget Bozzo, "Tomismo e filosofia della storia" (Ed. Thule) - di Anna Maria Lo Piccolo

Appare coerente iniziare l' argomentare sul testo, così come si chiede l' autore, soffermandosi sulla  specifica terminologia , ovvero precisando quale sia il significato della "filosofia della storia ".

L' autore, in ispecie , ricorda la concezione di Voltaire che la intende  come l' azione dell' estrarre dalla variazione "mutevole delle opinioni e delle leggi umane" "le leggi universali e permanenti della natura".

Si pone, altresì , all' attenzione del lettore l' analisi disquisita dalla filosofia idealista  che considerò "la filosofia della storia" come lo svolgimento "necessario dello spirito", mentre la filosofia moderna " contrappose il termine di filosofia a quello di storia situando l' universale interamente ed assolutamente nel soggetto".

Ne consegue l' individuazione storica del problema del rapporto duale tra particolare e universale che San Tommaso affronta "principalmente da teologo". Egli ne scruta la continuità ed è dell'avviso che "nel tempo si pone un ordine "nel quale" si svolge un processo di perfezionamento della natura umana" .

È altresì in senso "processuale " che con "la medesima coppia "dei concetti " di perfetto e di imperfetto , vengono costituiti i termini del movimento storico "che descrivono la medesima realtà segnata in un caso dal limite, nell' altro no".

Tra tali concetti si scopre una differenza di completezza, non di natura ." In ragione di questo processo" che "si può porre e risolvere sul piano teologico il problema del perché l'Incarnazione si è situata all' interno del tempo, non all' inizio né alla fine". Per il Santo "La chiave della spiegazione della storia " "va trovata precipuamente nella Rivelazione dimostrando con ciò la "indeducibilità della storia della salvezza dalla filosofia della storia...Cristo si presenta alla storia"" e si inserisce nella struttura della storia universale "consentendo "la crescita della sua intelligibilità". Per Tommaso "L' opera della scienza e della civiltà è un opera collettiva, è il "costituirsi" dell' umanità "oltre i tempi ed i popoli particolari come mezzo di educazione del genere umano "ed è Cristo la causa della costruzione del patrimonio universale dell' umanità ".

Con il Cristo la storia è divisa in tempi di preparazione e tempi di compimento .

Per cui, con la concezione tomista dell' Incarnazione come tempo -asse (Jaspers), la storia si mostra come radicata nell' esperienza , ed è così che, attraverso la fede cristiana, non si contrappone il tempo all' eterno, ma si inserisce "l' eterno nel tempo ".

"Il tomismo rende conto di questa condizione propria della storiografia, di questa presenza di un universale che ordina e gerarchizza gli innumerevoli fatti umani e ne fa la storia universale". Egli vede" l' ordine della storia sotto il segno della libertà "divina.

Quindi "in San Tommaso si trovano i principi della filosofia della storia" , all' interno dei quali viene posta la Rivelazione e la teologia a contatto diretto con la filosofia e la storia". Non si può non sottacere come Il testo abbia la pregevolezza di esprimersi mediante un linguaggio che aderisce con autenticità ai testi in latino delle opere di San Tommaso procedendo con pertinenza a svolgere i concetti trattati.

Si può concludere l' iter linguistico sulla filosofia della storia in Tommaso, affermando come "Il procedimento di perfezionamento della natura umana abbia sottratto "l' uomo al sensibile, e quindi al condizionamento politico e storico" rendendo emergente " il principio di una visione spirituale della storia che ha affidato ai posteri "un insegnamento costante" di rilevante spessore teologico, e filosofico/storico innovante il "pensiero cristiano del nostro tempo" .

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