Elite e Distinzione/8 - Salvatore Bordonali di Pirato

Nel binomio tra uniformità e distinzione si è portati a intravvedervi un’insanabile contraddizione; viceversa la distinzione ha la sua ragion d'essere nell'uniformità in base al medesimo rapporto che si ha tra genere e specie. Nel momento attuale, permeato da istanze ugualitaristiche, l`uniformità vien fatta coincidere con l’uguaglianza, assurta a valore supremo della convivenza civile. Ma dare a due soggetti diversi il medesimo bene non vuole dire avere praticato l`uguaglianza: l’occhiale da miope dato al miope lo gratificherà, mentre dato al presbite renderà questo un andicappato. Per trattarli in modo davvero uguale si sarebbe dovuto non fare nulla! Ma anche trattare il genere senza considerare la specie conduce allo stesso risultato insensato: la parità di genere, a ben vedere, se estremizzata, finisce per mortificare, anzi annullare la specificità. Genere e specie stanno sullo stesso piano di regola ed eccezione, dove l’eccezione merita il massimo rispetto purché non si giunga a sovvertire la regola. Così come avviene per la tradizione e l'innovazione: sarebbe stolto annullare una valida tradizione solo per innovare o mantenere una non più attuale solo per conservare. Sono valori che devono stare in equilibrio rifuggendo da elucubrazioni ideologiche calate dall’alto e pertanto prive di scientificità: valori che si integrano vicendevolmente usando il comune buon senso.

 

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