Dedica in ricordo di Ludovico Gippetto - di Antonella Lupo

C’era una volta, a Palermo, un uomo dal sorriso gentile e dagli occhi pieni di storie.
Si chiamava Ludovico, ma in città molti lo conoscevano come il Custode delle Cose Perdute.
Non portava mantelli né bacchette magiche: la sua magia era la cura.
La cura per l’arte, per la memoria, per tutto ciò che rischiava di essere dimenticato.
Ogni mattina, Ludovico attraversava la città come un personaggio di un racconto antico: ascoltava le pietre, parlava con i palazzi, seguiva le tracce invisibili delle opere d’arte rubate.
E quando ne ritrovava una, era come se riportasse a casa un bambino smarrito.
Così nacque Wanted, la sua missione cavalleresca per restituire alla Sicilia ciò che le era stato strappato.
Palermo lo guardava passare e, senza far rumore, gli voleva bene.
Perché Ludovico aveva quella rara capacità di rendere più bella la città semplicemente vivendoci.
 Era un narratore, un costruttore di ponti, un uomo che sapeva vedere la luce anche nelle crepe.
Oggi il suo viaggio terreno si è fermato.
 Ma nelle fiabe i custodi non muoiono mai davvero: si trasformano in vento, in memoria buona, in un’eco che continua a guidare chi resta.
Buon viaggio, Custode.
 La tua luce resta.

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