L' intelligenza artificiale di Google: una tecnologia in continua evoluzione

I.A. (Intelligenza artificiale), due parole che vanno "di moda", un eco che si amplifica costantemente rimbalzando tra tv, web e stampa, ma perché? Fondamentalmente il motivo è legato alla graduale diffusione che stanno avendo svariate tecnologie che puntano alla creazione di I.A. sempre più sofisticate, destinate a permeare in un prossimo futuro la nostra quotidianità… le troveremo in auto, sugli smartphone, persino negli elettrodomestici, ma in questa sede non voglio approfondire implicazioni etiche, o analizzare gli aspetti tecnici generali, mi limito a tranquillizzare i lettori sul fatto che siamo ancora lontani dall'imitazione dell'intelligenza umana, ma assistiamo ad una costante e silenziosa innovazione. 

Vorrei invece orientare la mia analisi su come queste tecnologie siano entrate gradualmente in gioco in un'attività che quasi tutti noi compiamo ogni giorno, non una, ma spesso decine di volte: la ricerca su Google. Consideriamo che Google in Italia rappresenta quasi l'unico interlocutore per la ricerca web, ma spostandoci in altre realtà la situazione può cambiare nettamente, ad esempio in Russia "yandex" gioca un ruolo importante e si pone come concorrente diretto del noto brand di Mountain View (California). Osservando la statistica "globale" sicuramente Google supera comunque ampiamente la metà delle interrogazioni di ricerca totali. Proprio la storia di Google ci racconta l'evoluzione che può avere una I.A. e come la sua immissione nella nostra vita di ogni giorno può risultare poco visibile, avendo comunque un effetto enorme su operazioni che compiamo ormai in maniera quasi automatica.

Facciamo un piccolo passo indietro, qual è l'obiettivo di ogni motore di ricerca? Restituire risultati quanto più è possibile pertinenti rispetto alle chiavi di ricerca inserite. Fin qui sembra semplice: se cerco "architetto a Palermo" otterrò un elenco di siti web relativi a studi di architettura, ma con quale ordine? Su questo aspetto ogni motore di ricerca ha elaborato una propria "formula magica" che ha poi decretato il livello di gradimento legato al suo utilizzo. Qualche anno dopo la sua fondazione Google elaborò un algoritmo in grado di soddisfare i navigatori in maniera più efficace e veloce rispetto a tutti i concorrenti, e questo fu il punto di partenza che diede vita all'impero che oggi detiene. Non è il caso di analizzare nel dettaglio cosa è un algoritmo (per chi è interessato online si trovano ampie trattazioni) ma possiamo semplificare dicendo che è un processo ripetibile di tipo logico matematico tramite il quale è possibile risolvere un problema attraverso alcuni passaggi principali, ad esempio posso programmare il mio motore di ricerca con una logica che leghi la semplicità di navigazione e la completezza delle informazioni presenti all'interno di un sito, con la sua posizione nei risultati di una ricerca, naturalmente già nel 2003 i parametri presi in considerazione erano migliaia e di conseguenza la complessità dell'algoritmo Google era di eccezionale complessità. Da quel momento gli aggiornamenti sono stati tantissimi, centinaia di miglioramenti ogni anno, da un lato rivolti a contrastare la pratica di "black hat" (azioni svolte da alcuni webmaster per far scalare posizioni ai propri siti web in maniera "fraudolenta" sfruttando alcuni aspetti dell'algoritmo) dall'altro ogni aggiornamento dell'algoritmo puntava a restituire risultati sempre più ottimali. Ma ognuno di noi è diverso, probabilmente se cerchiamo "offerta viaggio a New York" è probabile che in base al tipo di viaggio che solitamente puntiamo a progettare, alle nostre disponibilità economiche, alla nostra età e a svariati altri parametri, il risultato che dovrebbe proporre un motore di ricerca per primo sarà nettamente diverso da quello ottimale per un altro soggetto che immette le stesse parole chiave. Qui acquisisce un ruolo fondamentale una I.A., cioè un sistema in grado di mutare in tempo reale adattandosi al mondo che cambia e all'eterogeneità del genere umano, senza che tali modifiche siano impartite da un essere umano. RankBrain è il nuovo recente aggiornamento immesso da Google dentro al proprio algoritmo, sicuramente ancora in fase embrionale, che sarà in grado di "imparare" mutando costantemente, adattandosi quando lo riterrà opportuno, diventando "sempre più saggio", collezionando dati passati e decidendo autonomamente in che modo modificare i propri parametri. In realtà occorre sottolineare che questo sistema fa solamente parte di un algoritmo più grande chiamato Hummingbird che ha ancora un funzionamento più "tradizionale" e basa il "ranking" dei siti web su oltre 200 fattori. Pertanto allo stato attuale interpelliamo solo parzialmente un'intelligenza artificiale ogni volta che cerchiamo qualcosa su Google, ma gradualmente i processi di "machine learning" guadagneranno certamene terreno. La cosa più curiosa è che il lavoro svolto da un'Intelligenza artificiale come questa, spesso non è percepito in maniera cosciente, per molti navigatori Google continua ad essere lo stesso ottimo motore di ricerca di sempre, dimostrando che a differenza delle narrazioni fantascientifiche le I.A. già esistono da tempo, lontane attualmente dalla straordinaria mente umana, ma attive nelle nostre vite spesso in maniera nascosta, e sopratutto in costante evoluzione. Costantemente vengono fatte previsioni più o meno visionarie su come il mondo cambierà a causa di tale diffusione, ma non esistono certezze tranne la consapevolezza che una nuova rivoluzione è alle porte dell'umanità che probabilmente avrà un effetto molto più dirompente di quella industriale.

 

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