“A Torino riapre dopo 21 anni la Cappella della Sacra Sindone” di Giuseppe Massari

Chiusa dopo il terribile incendio del 1997, la cappella della Sindone, patrimonio mondiale UNESCO dal 1997, insieme al circuito delle Residenze Sabaude,  capolavoro barocco dell’abate Guarino Guarini viene riconsegnato al pubblico a seguito di un difficile e complesso restauro. Al tradizionale taglio del nastro ha partecipato il ministro ai Beni Culturali Alberto Bonisoli, che ha dichiarato: "Quello che sta succedendo oggi qui a Torino, mi piacerebbe che succedesse anche in altre parti d'Italia, e cioè quando una comunità che si rende conto di possedere qualcosa a livello di patrimonio culturale, lo fa proprio, e per riaverlo è disposta a combattere, ad aspettare degli anni. Un bene culturale ha non solo un valore economico, ma anche religioso, artistico e soprattutto simbolico. I torinesi hanno vissuto il rogo come un lutto. Ho vissuto un anno a Torino nel 1997 e mi ricordo l’angoscia. I beni culturali appartengono alle comunità che fanno un valore speciale”, ha concluso il ministro. Dopo la notte del fuoco quella della luce con la cupola della Cappella della Sindone che riprenderà il suo posto nel cielo di Torino, illuminata per festeggiare il restauro, 21 anni dopo l’incendio che devastò la Cappella stessa, la Cattedrale sottostante e i locali del Palazzo Reale. L’intervento di restauro ha riguardato l’intero edificio con la sostituzione di oltre 1.400 elementi di marmo, il consolidamento e l’integrazione materica di 4.000 componenti, l’inserimento di nuove catene in acciaio inox a supporto di quelle storiche, il consolidamento delle murature, il rifacimento delle coperture e dei serramenti e, in ultimo, l’inserimento degli impianti di illuminazione e di sicurezza. Addirittura, fatto curioso e sorprendente: per recuperare il «marmo nero» che Guarini utilizzò per la sua opera inaugurata nel 1693, è stato necessario, anche, riaprire antiche cave delle Alpi Marittime . Nei prossimi mesi sarà effettuato il recupero dell’altare. Dopo la riapertura al pubblico, la Cappella della Sindone, che non conterrà più il Sacro Lino, conservato attualmente nel duomo del capoluogo piemontese, entrerà a far parte del percorso di visita dei Musei Reali, inserita tra Palazzo Reale e la Galleria Sabauda. Con la sua riapertura, inoltre, i Musei Reali di Torino, con 46mila metri quadrati di estensione, diventeranno il museo più grande d’Italia, superiore per superficie anche agli Uffizi.  Novità di questa riapertura è l’accesso che non avverrà più attraverso le scale del Duomo di Torino, ai lati dell’altare maggiore, ma dai Musei Reali.

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