"L’artista ribelle e trasgressore" di Vincenzo Gennaro

L’artista ribelle e trasgressore, anticonformista ha buoni antecedenti e conquista ogni giorno di più il suo diritto ad esistere, lo si creda o no ed oggi più che mai, anche fuori dalle logiche e dai ferrei meccanismi dell’informazione politica, accademica e mercantile solamente calcolatoria ed opportunistica che impregna e contamina l’alienante efficienza del sistema contemporaneo delle arti visive.

Noi artisti dobbiamo creare le condizioni per sensibilizzare le coscienze, per far sì che le visite ai musei e alle mostre, la partecipazione ai dibattiti e ai convegni non si concretizzi nel piacere distratto e domenicale di un passatempo come un altro, ma diventi stimolo per fare dell’arte una ragione di impegno profondo e di studio severo per opporsi ad un’arte intesa come facile consumo culturale proposto come fatto di moda, biodegradabile come i fazzolettini di carta.

Dobbiamo ritrovare l’orgoglio antico,  ma mai abbastanza nuovo, capace di generosi slanci poetici, per esaltare la umana dignità anche da pulpiti a volte modesti ed umilissimi, senza cedere alle lusinghe di un modesto posticino angolare alle tavole sempre imbandite dell’arroganza che attraversa le stanze del potere.

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