“Artisti per l’Umanesimo” - nota critica di Massimiliano Reggiani

“Artisti per l’Umanesimo” è un’occasione raffinata e rara per ammirare diverse opere contemporanee scelte dal professore Tommaso Romano; l’esposizione ci immerge nella concretezza del Mosaicosmo espresso attraverso l’Arte. Il filosofo, poeta e saggista - attuale Presidente dell’Accademia Siciliana di Cultura Umanistica - ha espresso in questa ampia costruzione teoretica l’insostituibile necessità di valorizzare il molteplice senza mai scadere nella contrapposizione e nel frammentario. Nella mostra palermitana a Palazzo Diana di Cefalà, il Professore offre al pubblico una sintesi del rapporto fra tecnica artistica, cultura e pensiero. Gli Autori invitati portano ognuno un personale sguardo sul fluire della vita, senza porre come dogma o manifesto programmatico la propria arte. La pluralità di voci diventa così un momento di riflessione, capace di unire e trovare consonanza nella percezione della sfaccettata realtà storica che stiamo attraversando.

Pittori, fotografi, scultori: ogni Artista con un bagaglio culturale comune ma non identico, con riferimenti iconografici condivisi senza mai essere stereotipati, sono menti sensibili che s’interrogano sui fondamentali passaggi dell’esistenza, in un percorso filosofico che è fatto di pluralità senza conflitto. L’Umanesimo riporta l’attenzione verso l’attore e beneficiario della parabola esistenziale, non lo Stato né la Dottrina ma la sua materia vivente: l’essere umano. Questa scintilla - sempre diversa e perciò unica e insostituibile - del grande fuoco di consapevolezza e conoscenza che brilla nel silenzio cosmico.

L’Uomo, elemento primario e costitutivo di un aggregato che non è branco ma comunità capace di fiorire attraverso le singole presenze senza trasformarsi in mero istinto o meccanica brutalità. Tutti gli artisti in mostra invitano il visitatore a soffermarsi - attraverso il loro sguardo consapevole - su un frammento del vivere quotidiano; rendono così sempre più acuto e sensibile il nostro vedere. Le opere d’arte sono anch’esse tessere di un universo emotivo, gli artisti stessi sono parti necessarie e preziose di questa polifonia. Grazie a loro attraverso linee e colori il pubblico rivive l’esperienza del mondo. La mostra diventa un momento di condivisione, un’esperienza che innalza, e avvicina alla sacralità del pensiero, al mistero insondabile della conoscenza.

Espongono: Margherita Amabile con brillanti ritmi di tronchi nodosi e volumi silenziosi di solitarie periferie.
Gaetano Barbarotto, porta l’incanto di un mare ancestrale dove l’immergersi è meraviglia per l’ineffabile.
Marisa Battaglia, riscatta in bellezza -con la grazia del tocco pittorico - la sciatta desolazione del degrado.
Alessandro Bronzini, riflette attraverso il contrasto di gesto e geometria sul conflitto fra armonia e realtà.
Maria Teresa Cannalella, attraverso il soggetto e la tecnica diligente esprime l’importanza dell’aver cura.
Francesco Maria Cannella, guarda oltre il segno tormentato e sofferto nella ricerca empatica di un contatto.
Aurelio Caruso, trasforma la presenza in memoria, in manufatto che bilancia la fredda vastità dello spazio.
Michele Delisi, fissa nel colore la rassicurante stabilità delle radici mentre il transitorio appare e svanisce.
Mario Lo Coco, cerca nel segno geometrico l’equilibrio nascosto e strutturale cui affida la propria serenità.
Antonella Lupo, sintetizza il paesaggio in luce e cromie cercando l’universale nel dettaglio di un istante.
Damiano Mandalà, sublima la complessità del reale in una delicata tessitura fatta di materia e proporzioni.
Laura Natangelo, supera il realismo del primo sguardo svelando l’armonia ed eleganza del corpo femminile.
Giorgio Puleo, racconta la vita attraverso masse di colore, l’esperienza individuale come un vortice leggero.
Mariella Ramondo, usa il pigmento matericamente fissando con pochi gesti l’anima e il palpito di un corpo.
Caterina Rao, cristallizza l’esperienza, la rende geometria organica, quasi un astratto di grande raffinatezza.
Saverio Rao, mescola struggente realismo a suggestioni classiche attualizzando il fecondo terreno del mito.
Angelo Restivo, coglie sottili connessioni fotografando l’abbraccio fra natura silente e umana sete di riposo.
Fulvia Reyes, legge l’acqua e la luce come elementi simbolici, parole di una scrittura sacra che ci appartiene.
Clotilde Rinella, riporta la femminilità ad una sacra armonia che è troppo spesso e volutamente trascurata.
Gery Scalzo, fa della frammentazione visiva un primordiale e potente linguaggio alchemico che tutto unisce.
Luciano Schimmenti, usa il proprio obiettivo per cogliere nell’attimo una spontaneità che abbiamo perduto.
Nino Sgarlata, sinestesie di luoghi e spazi che attraverso l’arte abbandonano la realtà e diventano emozioni.

“Artisti per l’Umanesimo, Polifonie delle Arti: Pittura, Scultura, Ceramica, Fotografia”
una iniziativa dell’ASCU, Accademia Siciliana Cultura Umanistica, da un’idea del proprio Presidente, professor Tommaso Romano
vernissage 25 giugno 2026 alle ore 17:00 presso Palazzo Cefalà in via Alloro, 99 a Palermo
in esposizione fino al 5 luglio 2026 tutti i giorni dalle ore 12:00 alle ore 18:00 con ingresso gratuito.
Con l’Alto Patrocinio Assessorato alla Cultura Città di Palermo.
Patrocini morali dell’Università Popolare Cattolica “Montemurro D’Ippolito”, del Civitan Club Panormitan, dell’Istituto Siciliano di Studi Politici ed Economici.

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