"Caffè del Teatro Massimo di Palermo", la grande tela di Leonardo Albanese - di Tommaso Romano
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- Creato: 30 Ottobre 2018
- Scritto da Redazione Culturelite
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L’ideale convivio della grande tela di Leonardo Albanese, sintetizza come poche altre, attraverso i volti di personaggi siciliani di ogni tempo, una geografia d’anime e volti che si riuniscono quasi a consacrare eredità materiali e immateriali: sacralità e vittime di ferocia omicida, intellettuali e politici che non possono relegarsi alla sola elencazione toponomastica di una città siciliana.L’effetto che produce nel fruitore attento l’opera albanesiana è sorprendente per le scelte e per i caratteri espressivi non cartolineschi o fotografici, per le posture di ognuno, per l’evocazione che biografie complesse riescono a suscitare in chi ha necessità di dare un senso alle radici, di memorie, di riferimenti metastorico.
Il dettato pittorico è essenziale e sicuro, il tempo si dilata nelle peculiari identità di ognuno, con accenti cromatici intensi e robusti, formando una composita ma organica contestualizzazione che non fa venir meno l’intento etico e didattico, mai didascalico, di Albanese che propone riferimenti oltre che esempi.
Come ogni opera di questo tipo e livello, l’inserimento di viventi può determinare esclusioni soggettivamente dipendenti dal punto di vista del maestro madonita, tuttavia pur essendo cosciente del rischio, il Nostro lo risolve dal suo angolo visuale, scegliendo cioè coloro che gli sono più legati per affinità elettive e culturali.
La grande storia e la microstoria delle scritture della vita si manifestano con dialettico dialogo e non è affatto arbitrario mettere uno accanto all’altro personaggi di epoche diverse. Un policentrismo biografico e una scelta di campo compositiva che sottolineano la personalità e maturità ideologico stilistica di Albanese che ci ha regalato altri esempi nel tempo di Opere emblematiche, insieme a quelle più intime e liriche a controprova di una forte capacità di orientare positivamente istanze e valori che lo rendono cosi autentico protagonista della nuova figurazione siciliana, con una riconoscibilità e un sigillo che permarranno, ce lo auguriamo, nel tempo.




