Contro le banalizzazioni della quotidianità. Mettiamo la cultura in “panchina” – di Mario Bozzi Sentieri

Qualche giorno fa, a   Limena (Pd), è stata  inaugurata la prima di una serie di panchine letterarie. Ad occupare il posto d’onore Gabriele d’Annunzio, del quale ricorre quest’anno il 160° anniversario della nascita, rappresentato  seduto in lettura, con affianco la prima strofa della sua poesia simbolo, La pioggia nel pineto.

L’idea di dedicare questa opera al Vate è nata  dal desiderio degli Assessori alla Cultura e alle Politiche Giovanili, Daniela Favaro e Giovanni Faccin, di promuovere anche nei modi meno convenzionali l’amore per la Letteratura e la Lettura. L’intento è quello di stimolare la conoscenza dei grandi autori della storia riproducendo in maniera artistica versi e citazioni delle loro opere più famose. Un modo estemporaneo per tenere viva la Cultura del Libro.

L’esperienza delle panchine letterarie è relativamente recente. Le prime panchine  sono state installate a Londra , nel 2014, dalla National Literary Trust, un’associazione culturale no profit fondata nel 1993 con lo scopo di migliorare il livello culturale nelle zone più svantaggiate del Regno Unito e prende il nome di “Books About Town”. Il risultato:  cinquanta  panchine a forma di libro aperto decorate da illustratori professionisti e artisti locali. Ogni panchina a rappresentare  un'opera letteraria dei maggiori autori inglesi e mondiali, tra queste 1984 di George Orwell, Mrs Dalloway scritto da Virginia Wolf, Peter Pan nato dalla penna di James Matthew Barrie o il romanzo Il giro del mondo in 80 giorni di Jules Verne.

In Italia le prime panchine letterarie  sono comparse a Foggia, grazie all’Università, ispirate ai libri più belli della storia. Poi ancora a Macchiagodena, in Molise, a Terrasini in Sicilia, a Napoli, a Ercolano. Nel Lazio alla fine del 2021 sono state inaugurate delle panchine a tema dantesco per il progetto "Eterno Dante" in dodici  Comuni della regione, con alcuni dei versi più significativi della Divina Commedia, al fine di avvicinare  persone che, con i canali tradizionali, non sarebbero mai arrivate alla lettura della Divina commedia.

Panchine letterarie hanno abbellito l'Aquila, a febbraio 2022, con citazioni di scrittori celebri quali Hemingway, Merini, Gadda, Silone. Ora tocca al Comune di Limena con d’Annunzio.

Per la loro immediatezza e per la capacità che hanno di coinvolgere emozionalmente i cittadini,  le panchine letterarie possono diventare uno strumento importante per costruire il nuovo immaginario italiano,  destando curiosità, entrando nella quotidianità di chi le “intercetta”, riavvicinando i cittadini di ogni età ad una memoria condivisa,  riproducendo in maniera artistica versi e citazioni delle loro opere più famose.

Non solo letteratura però. Nel corso degli anni sono state infatti  realizzate panchine ispirate anche a grandi artisti e personaggi storici,  riproducendo le loro opere più famose o citazioni.

Rispetto alla monumentaristica tradizionale si tratta – in sostanza – di  forme di arredo urbano con finalità promozionali, a basso costo, in grado di valorizzare la memoria culturale dei luoghi,   sensibilizzando una nuova estetica collettiva, soprattutto tra i giovani, che spesso sono i protagonisti di questi “interventi”, grazie agli accordi realizzati tra le amministrazioni locali e gli studenti degli Istituti artistici presenti sul territorio.

La grande sfida  è di riuscire a fare emergere una nuova consapevolezza culturale, in grado di ricomprendere un lascito storico, attraverso  alcuni essenziali discrimini di valore e di metodo. Anche attraverso una panchina letteraria, segno di rottura contro tutte le banalizzazioni della quotidianità e contro  l’antiestetica di chi non ha memoria o peggio vorrebbe silenziarla.  

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