Profili da Medaglia/6 - "Salvatore Barberi" di Tommaso Romano

Nato a Buccheri nel 1899, morto a Messina nel 1994.

Medico, percorse le varie tappe della carriera universitaria nelle Cliniche e negl’Istituti scientifici delle Università di Palermo, Roma, Bari, Messina. Ricoprì numerose cariche pubbliche a Bari, Messina e Roma, in settori sanitari e assistenziali. Fu Deputato al Parlamento Nazionale dalla II alla VI legislatura, nel Partito Nazionale Monarchico e poi nella DC.

Oltre mille i lavori scientifici personali e degli allievi, in campi vari della fisiopatologia, della clinica, dell’igiene infantile. Collaborò anche alla stesura di trattati di Medicina Interna e di Nipiologia. Fu Presidente del club UNESCO Siciliano, Rettore dell’Accademia Amici della Sapienza di Messina, Presidente della Sezione Lega Italiana per la lotta contro i tumori. Presidente dell’Unione Monarchica Italiana e, all’inizio degli anni Ottanta, fu fra i massimi esponenti del Raggruppamento Cattolico Tradizional Monarchico.

fu chiamato dal Re Umberto II a far parte della Consulta dei Senatori del Regno.

Il mio fervido ricordo di Salvatore Barberi è legato alla sua personalità, al tratto e sostanza dell’antico gentiluomo, all’attività di due creature che ho molto sostenuto e nutrito: il RCTM e l’Empire. È qui che ho trovato quali compagni di viaggio, forse anche di avventura, figure eccezionali, tra cui certamente Barberi è da annoverare fra i maggiori.

Stimatissimo a Messina e in tutta l’isola, come intellettuale, medico e politico, si rivelò a me come un uomo sobrio e coerente, amico nelle scelte determinanti e generoso nella donazione del Suo nome e prestigio, per pur difficili e forse temerarie imprese.

La breve storia del Raggruppamento Cattolico Tradizional Monarchico è stata già adeguatamente tracciata da Umberto Balistreri, con attenta e illuminante prefazione di Manlio Corselli, in un suo libro edito dall’ISSPE, a quel tempo egregiamente guidato da Dino Grammatico; pertanto, a esso rimando.

Credeva negli ideali cristiani, regali e imperiali, nella fedeltà al Re lontano a Cascais, alla Patria siciliana e a quella italiana, che soleva valutare e stigmatizzare non tanto per le differenze intese come ricchezze quanto come un prodotto astratto dell’uniformità giacobina.

Era barberi, insomma, un credente autentico che a volte sapeva mostrare anche una sottile ironia, quella che, in una fredda e memorabile giornata di studi Tradizionali e monarchici nell’Abbazia di San Martino delle Scale (che ricade nel Comune di Monreale), ebbe modo di apparire per intero, con i commensali allegri e sazi di cibagioni sane, di buon vino e di un sogno di restaurazione. Non mancherò, a tal proposito, di annoverare fra quei protagonisti: Anna Lanzarotta, Nino Montemagno Grifeo, Maria Antonietta Gaglio, Filippo Tortorici e l’allora giovanissimo Michelangelo Ingrassia, oggi storico e docente universitario che, credo, non abbia scordato né quella palestra di ideali civili né l’essere stata Thule la sua prima casa editrice.

Con Salvator Gotta, Mario Attilio Levi, Orazio Siino, Eugenio Vaghin ed Enzo Lauretta, Barberi fu uno dei prestigiosi e saggi Presidenti internazionali dei clubs Empire. Viaggiò, scrisse e parlò a convivi e riunioni in ogni dove, sempre sorretto da calda sapienza ed empatica partecipazione, sincera adesione e fedeltà ai Valori che insieme propugnavamo, pur con mille difficoltà.

L’RCTM si sciolse nel 1983, alla morte del Re Umberto II, a seguito del congresso di Firenze, confluendo nell’UMI di Sergio Boschiero, convinti, com’eravamo, che un capitolo si era chiuso del legittimismo e che se ne apriva uno nuovo, con tante incognite, come puntualmente si verificò unitamente al problema, non solo nominalistico, della successione dinastica, e che si risolse, per me, con il rispetto della legge salica, delle Leggi di Famiglia e delle conseguenti volontà del Re, a favore della linea di Amedeo di Savoia-Aosta.

Una figura di autentico umanista novecentesco resta, così, quella di Salvatore Barberi, un siciliano a cui si può ben ascrivere un motto che ha guidato la sua esistenza e, se mi si permette, la mia: l’onore è fedeltà.

Potrebbero interessarti

Articoli più letti

Questo sito utilizza Cookies necesari per il corretto funzionamento. Continuando la navigazione viene consentito il loro utilizzo.