Leone XIV riceve i membri dei Partiti Conservatori Europei (ecr) – di Domenico Bonvegna
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- Creato: 23 Gennaio 2026
- Scritto da Redazione Culturelite
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Leone XIV ha ricevuto i membri del Gruppo European Conservatories and Reformists (ECR) del Parlamento Europeo che partecipano alla tre giorni di studi a Roma. Esorta a promuovere il bene comune, indica San Tommaso Moro come punto di riferimento e chiede di proteggere l’eredità religiosa del continente: “Non significa restaurare un’epoca passata, ma garantire che risorse chiave per la cooperazione e l’integrazione future non vadano perse”.
Il Gruppo European Conservatories and Reformists, (ECR) gruppo politico del Parlamento Europeo creato nel 2009 da partiti conservatori di destra e centro-destra, fa parte Fratelli d’Italia della Presidente del Consiglio Meloni. In questa occasione il Santo Padre ha fatto un discorso ben articolato “Promuovere il bene comune” è infatti responsabilità di coloro che ricoprono “una carica elevata nella società”, afferma il Pontefice, esortando “a non perdere mai di vista i dimenticati, coloro che sono ai margini, coloro che Gesù Cristo ha chiamato ‘i più piccoli’ tra noi”. Ho consultato il sito della Santa Sede (Vatican.va) per leggere il discorso completo del Papa.
Anzitutto vorrei ringraziarvi per il vostro lavoro nel servire non solo coloro che rappresentate nel Parlamento Europeo, ma anche tutte le persone nelle vostre comunità. Di fatto, avere un alto incarico nella società comporta la responsabilità di promuovere il bene comune. Pertanto, vi incoraggio in modo particolare a non perdere mai di vista le persone dimenticate, quelle ai margini, quelle che Gesù Cristo ha chiamato “i più piccoli” fra noi (cfr. Lc 9, 48). Il Papa ha raccomandato di consentire che opinioni diverse siano espresse e discusse, “Come rappresentanti democraticamente eletti, riflettete una gamma di opinioni che si collocano all'interno di un più ampio spettro di opinioni diverse”, afferma il Pontefice. E uno degli scopi essenziali di un Parlamento è di “consentire che tali opinioni siano espresse e discusse”. Tuttavia, segno “distintivo di ogni società civile è che le differenze siano dibattute con cortesia e rispetto, poiché la capacità di dissentire, di ascoltare attentamente e persino di dialogare con coloro che potremmo considerare oppositori. Questo testimonia la nostra riverenza per la dignità donata da Dio a tutti gli uomini e le donne”, rimarca il Papa. Leone XIV pertanto, invita i membri di ECR, “a guardare a san Tommaso Moro, il patrono dei politici, la cui saggezza, coraggio e difesa della coscienza sono un’ispirazione senza tempo per quanti cercano di promuovere il benessere della società”. Si riallaccia poi alle parole dei Papi suoi predecessori secondo i quali “l’identità europea può essere compresa e promossa solo in riferimento alle sue radici giudaico-cristiane. Il fine di proteggere l’eredità religiosa di questo continente, però, non è semplicemente quello di salvaguardare i diritti delle sue comunità cristiane, né si tratta in primo luogo di preservare particolari abitudini o tradizioni sociali, che comunque variano da un posto all’altro e nella storia. È soprattutto un riconoscimento di un fatto. Inoltre, tutti sono beneficiari del contributo che i membri delle comunità cristiane hanno dato e continuano a dare per il bene della società europea. Basti ricordare alcuni sviluppi importanti della civiltà occidentale, specialmente i tesori culturali delle sue imponenti cattedrali, l’arte e la musica sublime e i progressi nella scienza, per non parlare della crescita e della diffusione delle università. Progressi che testimoniano il “legame intrinseco” tra cristianesimo e storia europea. “Una storia che dovrebbe essere custodita e celebrata”, afferma Leone XIV. “In modo particolare, penso ai ricchi principi etici e ai modelli di pensiero che costituiscono il patrimonio intellettuale dell’Europa cristiana. Questi sono essenziali per salvaguardare i diritti donati da Dio e la dignità inerente di ogni persona umana, dal concepimento fino alla morte naturale. Sono fondamentali anche per rispondere alle sfide presentate da povertà, esclusione sociale, privazione economica, come anche dalla crisi climatica, dalla violenza e dalle guerre in corso. Assicurare che la voce della Chiesa continui a essere udita, non ultimo attraverso la sua dottrina sociale, non significa ripristinare un’epoca del passato, ma garantire che risorse fondamentali per la cooperazione futura e l’integrazione non vadano perse”. Infine, il Papa ribadisce “l’importanza di quello che Papa Benedetto XVI ha indicato come dialogo necessario tra “il mondo della ragione ed il mondo della fede – il mondo della secolarità razionale e il mondo del credo religioso” (Incontro con le Autorità civili, Westminster Hall, Londra, 17 settembre 2010). Di fatto, questa conversazione pubblica, nella quale i politici svolgono un ruolo molto importante, è essenziale per il rispetto della competenza specifica di ognuno, come anche per fornire ciò di cui l’altro ha bisogno, ovvero un ruolo mutuamente “purificatore” per assicurare che nessuno cada preda di distorsioni” (cfr. Ibidem).




