Considerazioni di Ernesto Reina su "MOSAICOSMO — MANIFESTO. Per un Nuovo Umanesimo Cosmico" di Tommaso Romano

 
II Mosaicosmo per un Nuovo Umanesimo Cosmico di Tommaso Romano si pone come la via da percorrere per le sfide del terzo millennio. In questo scenario si mostrano i capisaldi della vita spirituale e materiale dell'uomo. Si esordisce quindi con la "libertà": la libertà dell' ”essere" in quanto tale e dell'agire. Libertà che possa e debba appagare i bisogni spirituali e materiali dell'uomo della cui vocazione cosmica è il destinatario così da definirne egregiamente i confini. Da essa, cioè dalla “libertà”, scaturiscono in modo graduale le prerogative che sono insite nell'uomo in primis nell'ideazione di un progetto, quindi nella creazione per poi concludersi, quella più attinente al mondo reale, nella realizzazione. La prima come libertà che rasenta la sfera del trascendente, la seconda quella artistica e frutto della creatività, ed infine la terza in cui l'intelletto con la padronanza dei fondamenti scientifici ne consente la realizzazione. Si precisa che il Mosaicosmo non teme la scienza o la tecnica ma sia guardingo alle degenerazioni di detti campi di applicazione: lo scientismo od il tecnicismo.
L'intelligenza crea strumenti, la coscienza l'uomo. Domandarsi fino a dove arriveranno le macchine è fuorviante. Ci si deve domandare invece fin dove saprà arrivare l'uomo. L'intelligenza come facoltà operativa è sempre guidata dall'uomo come "essere" dotato di coscienza. L'intelligenza, cioè la capacità di risolvere problemi, è subordinata alle scelte frutto della coscienza e della saggezza, segno questo di completa adesione al NUOVO UMANESIMO COSMICO.
 
Il controllo dell'uomo, quale componente fondamentale del Mosaicosmo, dovrà dimostrarsi attento e disincantato. Disincantato specie verso certi eccessi contenutistici insiti nel quadro dell' I.A. Quindi è prioritario che l'I.A. debba essere semplicemente uno strumento al servizio dell'uomo e non un nuovo orientamento ideologico che, alla lunga, possa sminuire il ruolo dell'uomo auspicato dal Mosaicosmo. La scienza è la tendenza dell’umana capacità rivolta alla conoscenza pura mentre La tecnica ne fornisce i mezzi.
 
È quindi fuori discussione che l'I.A. debba porsi al servizio dei bisogni dell'uomo senza sconfinare in contesti che possano avallare contenuti mistificatori.
A questo punto in una prospettiva politica il NUOVO UMANESIMO auspica che ogni istituzione tuteli le libertà fondamentali quali patrimonio indissolubile dell'umanità.
 
Sarebbe miseramente riduttivo porre l'uomo solo come numero che agisca nella scacchiera sociale ed economica senza tener conto della dimensione cosmica della sua missione. Quindi in politica sia sempre l'uomo con la dignità in uno scenario che trascende limiti temporali e spaziali.
 
Il Mosaicosmo è per promuovere una visione del mondo dove la spiritualità, nell'egida del Cristianesimo, non venga interpretata come fenomeno culturale veicolato da dinamiche sociali.
 
Nel tempo in cui si registra un dissolvimento dei valori e quindi una manifesta crisi di identità il Mosaicosmo come "visione" è chiamato a correggere certe deviazioni culturali. Tendenzialmente la tecnologia selvaggia ed incontrollata ambisce a un ruolo dominante mentre le idealità, di Kantiana memoria ed il senso del sacro sono ridotti a contesti ormai obsoleti. Solo un NUOVO UMANESIMO COSMICO potrà condurre l'uomo alla salvazione.
 
A conclusione delle suddette considerazioni è fondamentale ribadire quanto affermato dall'autore che il Mosaicosmo non è un sistema laico che pone la religione come fenomeno culturale ma decisamente una visione del mondo che vede nella tradizione Cristiana la forma di spiritualità più elevata.
 
 
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