70° Anniversario di Casa Sollievo della Sofferenza. Tra memoria, fede e un incontro che diventa simbolo - di Antonella Lupo

Il giorno in cui la storia ha incontrato le mie emozioni.
Settant’anni.
Settant’anni di cura, di fede, di mani che accarezzano il dolore e lo trasformano in dignità.
Arrivare a San Giovanni Rotondo per celebrare questo anniversario non è stato un semplice viaggio da Palermo: è stato un pellegrinaggio interiore, un ritorno a una parte di me che crede ancora nella forza del bene fatto in silenzio. Casa Sollievo non è un ospedale.
È un respiro collettivo.
È l’eredità viva di Padre Pio, che continua a muoversi tra i corridoi, nei volti dei medici, nei passi dei pellegrini, nei sospiri di chi spera. Appena arrivata, ho sentito un’energia che non appartiene al mondo terreno: un misto di pace, attesa, gratitudine.
E dentro di me, una domanda semplice e immensa:
“Perché proprio oggi? Perché proprio io qui?”Forse perché certe chiamate non si spiegano.
Si seguono. L’incontro atteso: un istante che cambia tutto Sapevo che il Cardinale Pietro Parolin sarebbe stato presente.
Avevo parlato con il Vaticano, avevo espresso il desiderio di una benedizione, di un incontro, anche breve.
Ma non immaginavo che il destino avrebbe scelto un modo così sorprendente per consegnarmi quel momento. La scena è stata rapida, quasi cinematografica.
Il Cardinale si avvicina, con quella calma che appartiene solo a chi porta sulle spalle il peso e la luce della Chiesa universale.
Io mi preparo, con il cuore che batte come se volesse uscire dal petto.
Un sorriso.
Uno sguardo diretto, umano, caldo.
E una frase che non dimenticherò mai:
E poi accade.
“ Ivan scattaci una foto”
In quell’istante il tempo si è fermato.
Non ero più la professionista, la delegata Telethon, la presidente, la giornalista.
Ero solo una donna davanti a un dono inatteso E lì, senza riuscire a trattenermi,
sono scoppiata in un pianto liberatorio, emozionale, totale. Un pianto che non chiedeva scusa.
Un pianto che ringraziava. Per la benedizione.
Per la vita.
Per quel momento che nessuna penna potrà mai descrivere fino in fondo. Un anniversario che diventa promessa Il 70° anniversario di Casa Sollievo della Sofferenza non è stato solo una celebrazione.
È stato un ponte tra ciò che siamo e ciò che possiamo ancora diventare.
È stato un invito a credere nella cura, nella ricerca, nella fede, nella scienza che si intreccia con la spiritualità. E per me, è stato un sigillo.
Un segno.
Una conferma che quando il cuore cammina verso un luogo, quel luogo risponde.

 

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