51° Premio Internazionale di Poesia “Città di Marineo: poesia, memoria e impegno civile. Articolo sul Giornale di Sicilia, sintesi e approfondimento a cura di Antonino Schiera
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- Category: Scritture
- Creato: 11 Settembre 2026
- Scritto da Redazione Culturelite
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“La cultura che non si limita alla celebrazione estetica, ma si fa carne, memoria e azione sociale. La 51° edizione del Premio Internazionale di Poesia Città di Marineo ha trasformato lo storico palcoscenico di piazza Castello in un vero e proprio laboratorio di risveglio della coscienza civile, affrontando a viso aperto le piaghe più dolorose e urgenti del nostro tempo. Il cuore pulsante e più toccante della manifestazione è stato senza dubbio l’istituzione della sezione dedicata a Sara Campanella, la studentessa siciliana di soli 22 anni vittima di un efferato femminicidio. A dare voce a questo immenso dolore lacerante è stata la madre della ragazza Cetty Zaccaria il cui intervento sul palco ha profondamente commosso il pubblico presente.”
È questo l’attacco dell’articolo pubblicato nel Giornale di Sicilia che la giornalista Giulia Nicoli ha scritto all’indomani della cerimonia di premiazione del prestigioso premio marinese svoltasi il 6 settembre del 2026, il cui segretario è il professore Ciro Spataro.
Un’edizione che ha messo nella giusta evidenza il dolore di una madre alla quale è stato strappato l’amore per una figlia, unito all’alto valore sociale dell’intervento del generale dell’Arma dei Carabinieri Giuseppe Governale al quale è stato assegnata la targa premio Francesco Grisi. Il generale – ha scritto l’autrice dell’articolo Giulia Nicoli – “ha offerto una lucida e profonda lezione di cittadinanza, sottolineando il ruolo imprescindibile della memoria storica e della letteratura, richiamando la forza profetica delle opere di Leonardo Sciascia per decifrare l’evoluzione e scardinare i meccanismi dei fenomeni mafiosi contemporanei”.
La cerimonia di premiazione è stata impreziosita dalla presenza dell’attore e regista teatrale Giuseppe Pambieri al quale è stato assegnato il Premio Speciale Internazionale “Città di Marineo”. Nella nuova sezione per la poesia inedita in lingua italiana sul tema della violenza di genere, denominata “Sara Campanella” il primo premio è stato assegnato a Cinzia Cristina De Monte, con la lirica “Autopsia”, il secondo premio a Facella Federica con la lirica “I tuoi occhi madre” ed il terzo a Pietro Stampa con la lirica “Il rossetto”. Nell’ambito della sezione edita in lingua italiana la Giuria, composta da Flora Di Legami, Rita Cedrini, Aldo Gerbino, Giovanni Perrone, Tommaso Romano, Ciro Spataro, Delia Pecoraro ha attribuito il primo premio a Raffaele Manduca, con la raccolta “Che farsene dell’anima”, Campanotto Editore. Sono risultati finalisti: Rocco Antonio Mastromartino, con la raccolta “I nostri mari”, Manni Editori; Antonino Schiera, con la raccolta “Universo sole” Edizioni La valle del tempo; Alessio Vailati, con la raccolta “La mappa del dolore” Edizioni Il ramo e la foglia; Stefano Vespo, con la raccolta “Un prestito dell’esistenza”, Pietre vive editore. Per quel che concerne la sezione edita in lingua siciliana il primo premio è stato assegnato a Lina Riccobene, con la raccolta “Vicinu a un cufilaru” edizioni AmazonLogistica. È risultata finalista: Grazia Scuderi, con la raccolta “Primintiu”, Edizioni Cofine.
Nella sezione inediti in lingua siciliana il primo premio è stato assegnato a Emanuele Insinna con la lirica “Colapisci e lu rispiru du mari”. Sono risultati finalisti Jana Carcara, con la lirica “Chista è la liggi”, Franca Cavallo con la lirica “Sulitudini”, Vito Contorno, con la lirica “Cantu amaru”, Teresa Riccobono, con la lirica “Sutta l’ummira du carrubu”.
Riporto il testo scritto e pubblicato nel vademecum annuale dal segretario Ciro Spataro che è anche uno dei principali ideatori di questo premio, che ha visto salire sul palco eminenti nomi delle arti, delle scienze, della letteratura, delle istituzioni e dello spettacolo. Un testo che dimostra l’attaccamento e la dedizione a un evento che ogni anno fa parlare molto di sé e che riscuote sempre maggiore successo.
L’ultimo spazio di resistenza oggi: la poesia di Ciro Spataro
Stavo cominciando a scrivere un pezzo sui lavori della 5lesima edizione del Premio di Poesia “Città di Marineo” quando nella mattinata del 6 agosto, tutte le agenzie hanno battuto la notizia della morte di Francesco Guccini.
Ho subito compreso che non potevo che partire da lui. Perché le sue canzoni non sono state solo la colonna sonora di un’intera generazione, ma Guccini è stato un vero poeta. Ha lasciato il segno in ognuno di noi. Ed ho subito pensato alle parole cantate in “Auschwitz“, che sono scolpite nella mia mente e nel mio cuore: io chiedo quando sarà che l’uomo potrà imparare a vivere senza ammazzare”..
Francesco Guccini, nel corso della sua vita, ha mostrato a tutti il suo essere anti-conformista; anzi possiamo dire oggi che l’autenticità del suo messaggio poetico spesso metteva in crisi le sue stesse idee.
Devo confessare con convinzione che, dall’alto dei suoi 86 anni, ci ha lasciato delle lezioni di vita e di umiltà che dovrebbero portarci a meditare sui veri valori della vita.
Proprio in questo tempo di caos, di confusione, segnato dal sovraccarico acustico e visivo senza precedenti, la parola poetica si presenta come una forza capace di contrastare il rumore caotico del mondo. Per comprendere la forza della poesia oggi, dobbiamo partire dal fatto che le parole vengono consumate rapidamente, svuotate di significato e spesso l’uomo si ritrova isolato, quasi privato dagli strumenti per definire il proprio dolore o la propria insufficienza di fronte al male. Ecco allora come la poesia può restituire alle parole la loro originaria forza evocativa. Questa operazione ci dice come il verso, a poco a poco, deve riconquistare uno spazio di resistenza civile nella nostra società, creando una zona franca in modo che l’essere umano può di nuovo guardarsi allo specchio senza alcuna finzione. In questo senso ci viene incontro Agostino d’Ippona quando afferma “in te ipsum redi, in interiore homine abitat veritas” (ritorna in te stesso, nell’interiorità dell’uomo abita la verità). In tal modo la poesia diventa un mezzo essenziale per contrastare il rumore al fine di riattivare i recettori dell’interiorità.
Contrastare così il rumore significa in ultima analisi, restituire all’uomo non solo la capacità di ascoltare se stesso, ma anche e soprattutto l’altro. Queste riflessioni dimostrano che non possiamo più vivere schiavi dell’incertezza, della sfiducia e del disincanto. Soprattutto oggi in un mondo in declino alle soglie di un terzo conflitto mondiale. 151 anni del Premio Marineo incentrati su questi valori della poesia ci consentono, con assoluta serenità, di affermare di avere lanciato un sasso nello stagno, tanti anni fa, per portare avanti il messaggio lirico dei tantissimi autori nel segno di quello che abbiamo anzidetto. Anche quest’anno sono venute fuori voci significative della lirica contemporanea sia nell’ambito della poesia italiana che di quella in lingua siciliana. In tale ambito la scelta della Commissione Giudicatrice ha indicato l’opera “Che farsene dell’anima “di Raffaele Manduca, che oggi è una delle voci più significative del panorama letterario italiano. Mentre nella lirica dialettale edita il primo premio è andato a Lina Riccobene con la raccolta “Vicinu a un cufilaru”, ed in quella inedita al poeta Emanuele Insinna con la poesia “Colapisci e lu rispiru du mari”. Ma non può non evidenziarsi il fatto che, nell’edizione del 2026, è stata introdotta la sezione D, che porta il nome di Sara Campanella, la ventiduenne siciliana di Portella di Mare, vittima di femminicidio e tale proposta è stata fortemente voluta dal Sindaco della Città Metropolitana di Palermo prof. Roberto Lagalla, per manifestare l’impegno civile delle istituzioni sul tema della violenza di genere.
Ed abbiamo notato con soddisfazione che ben 130 poeti provenienti da tutte la parti d’Italia hanno risposto, con un testo inedito in italiano, per cui a parte i tre vincitori, proporremo, alla Città Metropolitana, di raccogliere in un unico volume le poesie pervenute e diffonderlo nelle scuole. Il Premio Speciale assegnato quest’anno a Giuseppe Pambieri è il segno evidente di un progetto che portiamo avanti da anni: riuscire a coniugare, nella personalità premiata, il rapporto interattivo tra poesia, teatro e cinema; così come avvenuto negli anni trascorsi con altri attori di rilevanza internazionale che hanno ricevuto lo speciale riconoscimento a Marineo, tra cui Turi Ferro, Giorgio Albertazzi, Michele Placido e Sebastiano Somma. Né può passare sotto silenzio l’assegnazione della targa “Francesco Grisi” al Generale Giuseppe Governale, il quale ha costruito una solida produzione letteraria che unisce la sua profonda esperienza sul campo come ex comandante del ROS e direttore della DIA, all’analisi storica e culturale del fenomeno mafioso.




