Profili da Medaglia/9 - "Alfredo Cattabiani" di Tommaso Romano

Nato a Torino nel 1937, morì a Santa Marinella nel 2003.

Scrittore e giornalista, nel 1962 fondò, a Torino, le Edizioni dell’Albero. Pubblicò un’antologia degli scritti politici di Georges Bernanos, con un suo ampio saggio introduttivo. Nel 1966 assunse la direzione della casa editrice Borla. Dal 1969 al 1979 diresse la Rusconi Libri, promuovendo gli autori più importanti della cultura non conformista italiana e internazionale, non escludendo i tradizionalisti e i simbolisti. Diede esordio a Guido Ceronetti con Difesa della Luna e tradusse opere di Simone Weil, Pierre Drieu La Rochelle, oltre a curare saggi di Joseph de Maistre e Antonio Rosmini. Collaborò con riviste e quotidiani: “Il Tempo”; “il Nostro Tempo”; “L’Osservatore Romano”; “il Settimanale”; “il Sabato”; “L’Italia Settimanale”; “Lo Stato”; “il Giornale”; “Avvenire”; “Il Sole 24 Ore”. Condusse programmi radiofonici per la RAI.

Pubblicò: Bestiario di Roma, sugli animali dipinti e scolpiti nella capitale, scritto con Marina Cepeda Fuentes; Simboli, miti e misteri di Roma, con la descrizione di elementi storico-sacrali; Florario, rivolto al mondo delle piante e dei fiori; Planetario, dedicato alle stelle e ai pianeti; Volario, sugli esseri alati, dagli uccelli agl’insetti e alle creature fantastiche; Acquario, sugli esseri delle acque; Calendario, per spiegare l’origine, il significato e il simbolismo delle feste liturgiche e profane, delle tradizioni, delle usanze; Santi d’Italia, con riferimenti anche alle iconografie sacre; Lunario, un viaggio tra le varie feste e tradizioni, contributo alla memoria e conservazione della cultura popolare e tradizionale italiana; Breve storia dei giubilei. 1300-2000, una panoramica sul significato e sulla ricorrenza di tali eventi religiosi; Zoario, una raccolta di simbologie animali, che ottenne nel 2001 il Premio Basilicata per la narrativa.

Ad Alfredo Cattabiani si dovrebbe essere molto grati. Intellettuale e direttore editoriale, fece sempre scelte controcorrente e significative, pubblicando Autori all’Indice nel panorama asfittico della cultura tardoilluminista, progressista e neomarxista di quegli anni intensi della sua attività. Personaggio controverso per alcuni, dipinto da Marcello Veneziani un dandy metafisico, facili più al dire che al fare, lo conobbi a Milano nel 1975, nella sede della Rusconi, gentilissimo e curioso verso l’entusiasmo di quel ragazzo siciliano fieramente tradizionalista e cattolico, lui orgogliosamente sabaudo e torinese fino al midollo. mi accolse con amichevole apertura e mi promise collaborazione. Favorì così la partecipazione di Eraldo Miscia al Premio Fragmenta d’Oro del 1977 (che, da me ideato e curato, ancora si svolge con periodicità non sempre certa) con il romanzo Rosaria e il Bambino (opera che poi vinse quel Premio per la narrativa, insieme, per il teatro, a Enzo Benedetto), sostenendolo pure nelle riviste del gruppo Rusconi, come la popolarissima “Gente”.

Ci si rivide a Roma più volte e mi chiese spesso notizie e curiosità sicule per la stesura dei suoi bei libri, specie quello dedicato ai Santi.

Basterebbero soltanto i cataloghi delle edizioni Borla, dell’Albero e Rusconi per dedicargli una monografia che – a mia notizia – manca fra gli scaffali della biblioteca ideale dell’uomo che vuole distinguersi. Citerò a memoria fra questi Autori valorizzati e proposti al più grande pubblico dalle nostre imprese di nicchia: Carlo Alianello, Elémire Zolla, Thomas Molnar, Giuseppe Prezzolini, Giuseppe Sermonti, Gianfranco Morra, de Maistre, Cristina Campo, Jean Daniélou, Hans Sedlmayr, Tolkien, Donoso Cortès, come dire: costruire e poter armare la propria biblioteca come una fortezza.

Non nego affatto che, operando nell’editoria, due sono stati i miei punti cardinali di riferimento: Giovanni Volpe e Alfredo Cattabiani, ideatori anche di raffinate collane editoriali e di scelte decisive di libertà culturale.

Naturalmente, dimenticati. Tanto quanto altri due editori veramente liberi: Vanni Scheiwiller e Benedetto Gentile, con la fiorentina “Le Lettere”, entrambi da me conosciuti e apprezzati ugualmente.

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