LA STORIA DELLA PICCOLA COMUNITÀ INGLESE A PALERMO

                                                            Chiesa Anglicana – Palermo

 

La Sicilia, durante il 19° secolo, esattamente durante il decennio 1806-1815, divenne protettorato britannico, in seguito all’alleanza tra Borboni e Gran Bretagna. Arrivano in città migliaia di soldati dell’Armata Britannica e una ricca colonia di mercanti.

Palermo accoglie così il culto protestante, in particolare anglicano.

Erano presenti anche i cappellani anglicani al seguito delle truppe. In questo modo veniva garantita la celebrazione religiosa sia per i militari che per i mercanti che per tutti gli altri inglesi. La funzione però si svolgeva in luoghi adibiti a culto all’interno delle residenze diplomatiche o negli accampamenti militari. Ma la situazione muterà dopo il 1815, con la partenza delle truppe e dei cappellani a seguito. La comunità inglese poteva avere assistenza religiosa solo in modo occasionale grazie a pastori anglicani che si recavano in Sicilia per vari motivi o da parte di cappellani delle navi di Marina che attracavano per alcuni giorni del porto della città.

Succedeva che per alcune funzioni, come i battesimi o i matrimoni, gli sposi, per esempio, si dovevano recare o a Malta o a Napoli dove c’era il cappellano.

Le comunità anglicane chiedevano sostegno economico a Londra che però giudicava troppo esigua la loro consistenza per concedere denaro. Fortunatamente non mancavano le offerte di quei pastori anglicani che si proponevano anche come cappellani. Dagli anni Quaranta gli Inglesi di Palermo riuscivano così con sottoscrizioni volontarie ad assicurarsi la presenza di cappellani anglicani, ma non disponevano ancora di veri e propri luoghi di culto. Se a Messina era una casa privata ad ospitare cappella e cappellano, a Palermo la situazione era diversa. Le funzioni venivano celebrate nella residenza del console generale John Goodwin, che abitava a palazzo Lampedusa in via Butera, nella zona della Marina. Successivamente il console, a causa della sua incapacità motoria (non poteva più salire le scale), cambiò residenza trasferendosi a Palazzo Campofranco in piazza Croce dei Vespri. Ma dopo il ritiro di Goodwin, la comunità non poteva disporre neanche di quel palazzo per officiare il culto.

Il numero della comunità protestante era in costante crescita e all’indomani dell’unità di Italia prese sempre più consistenza l’idea di costruire un vero tempio per il culto. Così Joseph Whitaker e Benjamin Ingham jr. si assumevano l’impegno di erigere la chiesa affinché gli Inglesi di Palermo potessero finalmente celebrare, in una degna sede, le loro cerimonie religiose. Impegno che significava avere tanto onore quanto onere finanziario. L’edificio sorge in un terreno di fronte l’Hotel des Palmes, donato dalla vedova Ingham dopo la morte di Benjamin.

Solo nel 1875 la Chiesa venne aperta al culto.

La famiglia Ingham-Whitaker aveva sia fondato la chiesa sia ammobiliata con preziosi arredi. Il luogo di culto divenne poi anche memoria storica della comunità inglese di Marsala, che dopo la chiusura degli stabilimenti enologici vide il disgregarsi della comunità anglicana che si riuniva nella chiesa di St. John. Così dopo il 1929 parte degli arredi della chiesa di Marsala vennero trasferiti a Palermo, nel lato nord della chiesa nella Marsala chapel.

Dal secondo dopo guerra in poi la chiesa venne amministrata da Delia Whitaker e Audrey Pedicini. Alla morte di Audrey, Delia dona la chiesa al fondo diocesano di Gibilterra (l’arcivescovo di Gibilterra è la massima autorità della chiesa anglicana nell’Europa meridionale) realizzando, quasi un secolo dopo, il progetto del nonno che aveva fondato la chiesa e che voleva donarla alle autorità inglesi.

 A differenza delle altre comunità protestanti, la comunità anglicana non faceva opera di proselitisrno ma era piuttosto élitaria e costituita essenzialmente solo dagli inglesi. Perciò la sua vitalità era strettamente legata alla esistenza stessa di una colonia e così nel corso del ‘900, paral- lelamente alla contrazione che si registrava nella comunità mercantile, si riduceva anche la consistenza della comunità anglicana. «E’ triste – scriveva Joseph (Pip) Whitaker nel 1933 – pensare come la colonia britannica di qui, come del resto in tutta la Sicilia, un pò alla volta sia decaduta e oggi in pratica non esista più».

Perciò nel corso del ‘900 la chiesa di Palermo acquistava sempre più, e non solo simbolicamente, il valore di memoria storica sia per la famiglia Whitaker sia anche come testimonianza del periodo aureo della presenza inglese in Sicilia nell’800.

La chiesa di Palermo diventava anche la memoria storica della comunità inglese di Marsala. Infatti, quando intorno al 1929 «la piccola colonia inglese di Marsala cessava praticamente di esistere» per la chiusura degli stabilimenti enologici, finiva così di essere attiva anche la congregazione anglicana che si riuniva nella chiesa di St John, fondata dai Woodhouse e dagli Ingham-Whitaker su un terreno donato dai Woodhouse. Il baglio Woodhouse includeva una cappella e un cimitero per gli Inglesi che, come “old John” Woodhouse, morivano a Marsala. Dopo il 1929 parte degli arredi della chiesa di Marsala vennero trasferiti a Palermo: ad es., i mosaici della parte dietro l’altare della chiesa di Marsala, donati da Ann Brooke e Elizabeth Tidswell per ricordare il loro fratello Benjamin Ingham jr.; le lapidi di ottone che ricordavano Joseph Whitaker (1835-1883), socio della Ingham & Whitaker per 32 anni a Marsala; Charles F. Gray (1 848-191 1) per 42 anni nella ditta Ingham & Whitaker e per 22 anni vice console inglese a Marsala; Samuel Woodhouse (1822-1892) ed Eliza Woodhouse (m. 1889), cofondatori della chiesa; George Rayson (1 848-1895) manager dei Woodhouse e vice console USA; Tom Smith (m. 1914), per 35 anni con i Woodhouse e loro manager dal 1909 al 1914; Richard Brown Cossins (1823-1898), per 40 anni con la Ingham & Whitaker; Hubert J. I. Whitaker (1890-1915), il figlio di Joshua e Effie Whitaker morto nella prima guerra mondiale.  Nel 1959 le memorie marsalesi trovarono sistemazione ideale nel lato nord nella “Marsala chapel” che Manfred Whitaker Pedicini ideava all’interno della chiesa di Palermo per ricordare la madre Audrey Whitaker.

Intanto, nel 1926 la chiesa anglicana e la comunità inglese di Palermo perdevano due figure istituzionali: il suo proprietario e amministratore Joshua Whitaker e il canonico Thomas Charles Skeggs, che era stato cappellano a Palermo per ben 26 anni.(47)

Nel 1926, alla morte di Joshua Whitaker, l’amministrazione della chiesa passava a suo fratello Joseph (Pip) Whitaker (1850-1936), mentre al canonico Skeggs succedevano per un breve periodo il reverendo Edward Bruce e poi, dal 1926 fino al 1931, il reverendo Graham Howes.

Accanto a Pip Whitaker occorre ricordare Harry Clark (1865- 1943), che era anche un manager della ditta Ingham & Whitaker a Marsala e dal 1928 anche console inglese a Palermo. Clark collaborava con Pip Whitaker anche per la gestione della chiesa. Nel 1931, ad es., a causa della malattia di Pip Whitaker, il compito di trovare un nuovo cappellano ricadeva su Clark che, a nome di Whitaker, chiedeva al vescovo di Gibilterra, da cui dipendeva la chiesa di Palermo, di segnalargli eventuali candidati adatti a ricoprire la cappellania vacante di Palermo e, contemporaneamente, faceva pubblicare una inserzione sul Church Times: «La chiesa è piccola ma è una delle più belle del Continente e dotata di un buon organo. Il servizio religioso comincia a novembre e continua per 6 mesi tutte le domeniche dalle 8.30 alle 1 1 con la comunione a domeniche alterne alle 18.30 ( … ) Il numero di inglesi e americani residenti è molto piccolo mentre il numero di turisti è fluttuante».

Quanto fosse ancora ambita la sede di Palermo lo si può dedurre dalle numerose offerte che in quegli anni venivano avanzate da alcuni pastori anglicani. All’annuncio pubblicato da Clark sul Church Times rispondeva, tra gli altri, anche il reverendo Herbert Elton, che quasi mezzo secolo prima (nel 1888-89) era stato per un anno precettore dei figli di Cossins a Marsala e qui aveva conosciuto anche Harry Clark. Tornato in Inghilterra, per ben 42 anni Elton aveva sempre coltivato il desiderio di tornare in Sicilia e vi tornava ora come cappellano a Palermo dal 1931 al 1934. A Elton succedevano i reverendi Victor Duncan (1934-35), Clifford Cohu (1935-36), John Forbes (1936-40).

Nel 1936, alla sua morte, Joseph Whitaker lasciava il patronage e l’amministrazione della chiesa nelle mani della figlia Delia Whitaker (1885-1971) e della nipote Audrey Whitaker Pedicini (1886-1953), figlia di suo fratello Joshua Whitaken. Toccava ad esse assistere alla dispersione della ormai piccola colonia inglese. Venti di guerra chiudevano quella lunga dorata stagione che dall’inizio dell’800 aveva legato gli inglesi alla Sicilia. Nel 1940 la chiusura dei consolati inglesi simboleggiava la fine di un’epoca, ma non la fine della presenza inglese in Sicilia e soprattutto delle memorie della comunità anglicana. Nel dopoguerra Delia Whitaker e Audrey Pedicini riaprivano anche la chiesa anglicana che era affidata alle cure dei reverendi Anthony Rouse (1949-50), G. B. Thompson (1950), Ariel Harkness (1950), A. H. Kirk (1951-52), Gilbert Williams (1952-53), R. S. C. Swanson (1953-57), Bishop Rose (1957-58), James Lee Warner (1959-60), Kendal Dovey (1960-61), J. Bowers (1961-62), G. Bassett Pike (1962), Ralph Dye (1962-66), Philip Gresham (1966-70), Cuthbert Powell (1970-73), Ronald Parkinson (1973).

Nel 1962 Delia Whitaker, che dopo la morte della cugina Audrey (1953) era l’unica amministratrice, donava la chiesa al fondo diocesano di Gibilterra (l’arcivescovo di Gibilterra è la massima autorità della chiesa anglicana nell’Europa meridionale) realizzando, quasi un secolo dopo, il progetto del nonno che aveva fondato la chiesa e che voleva donarla alle autorità inglesi.

Delia moriva il 21 luglio 1971, esattamente un seco lo dopo l’avvio dei lavori per la chiesa anglicana di via Roma a Palermo.

 

Note bibliografiche:

  1. The Church of the Holy Cross, ci t., p. 21.
  2. L’altare in legno è stato sostituito nel 1966 con uno di marmo. Cfr. The Church of thie Holy Cross, cit., p. 11.
  3. Molti vetri istoriati delle finestre, che erano stati realizzati dalla ditta Lavers Barraud & Westlake di Londra, vennero distrutti o danneggiati dai bombardamenti della seconda guerra mondiale. Cfr. The Church of the Holy Cross, cit., pp. 9-10.
  4. Tre dei sei vetri, opera della ditta Clayton & Bell di Londra, vennero distrutti dalle bombe nel 1943. The Church of the Holy Cross, cit., p. 14.
  5. The Church of the Holy Cross, cit., p. 13.
  6. Cfr. FO 653/13, British Consultate at Palermo, Register of Deaths.
  7. R. Treveiyan, cit., p. 367.
  8. All’interno della Chiesa alcune lapidi sul lato nord ricordano in particolare Robert Sanderson Whitaker (1856-1923), la moglie Clara Maude Bennett (1860-1929) e i figli Thelma (1890-1893) e Robert Gerald (1895-1896); altre lapidi sul lato ovest ricordano Joshua Whitaker (1849-1926), la moglie Euphrosyne Manuel (1862-1947) e i figli Hubert (1890-1915), Gladys (1884-1945) e Audrey (1886-1953).
  9. G. Dennis, cit., p. 182.
  10. Altre lapidi ricordavano John Felix Frith, George Ernest Marshali Gray, Hubert Mackenzie Gray, Hamilton lefferson, Mosley Gordon Woodhouse e Lionel Mostyn Woodhouse, che erano morti in azione durante la prima guerra mondiale. The Church of the Holy Cross, cit., p. 14.
  11. In memoria del can. Skeggs venne posta da Pip Whitaker una lapide sul lato nord della chiesa. The Church of the Holy Cross, cit., p. 14.
  12. The Church of the Holy Cross, cit., p. 22.
  13. Harry Hanbury Clark era sposato con Harriet Alice Twelves ed era padre di Annette Tina Sophie (Marsala 1899), Dorotby Ryder (Marala 1900), Gladys Mary (Marsala 1902). FO 653/9, British Vice Consultate at Marsala, Register of Births.
  14. Archivio Whitaker (Villa Malfitano), Palermo 14 agosto 1931.
  15. Tra questi, il rev. S. A. Potter (Norton Vicarage, Lotchworth, Hertfordsbire), già cappellano a Bordighera, a Cartagena, a Brigbtlingsea e in altre località, e il rev. Alien Hay (vicario di South Hymms), già cappellano a Cadenabbia e a Sanrerno. Archivio Whitaker (villa Malfitano), Lotchworth 22 agosto 1931, Potter a Clark.
  16. Archivio Whitaker (villa Malfitano), Greenford 27 agosto 1931, Elton a Clark.

Giovanni Teresi

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