L'amore nel pensiero filosofico

Sentimenti propri dell’amore sono: di gioia, nell’incontro di una persona amata, di sorpresa, di ammirazione, di compiacimento, di approvazione, di simpatia, di sintonia, di timore, di commozione … L’uomo ama pensando e volendo. Amore però non è tanto sentire gusto per l’amato, quanto tendere a dargli gusto, acconsentire a lui. La filosofia dell’amore è allologia, discorso dell’essere per l’altro. L’amore è la qualità suprema della vita umana. Così, l’uomo tutto intero si ritrova nel sentirsi essere in dinamismo costante per il “gaudium essendi”.

Per Rosmini il sentimento fondamentale fa tutt’uno con l’anima, la quale è il principio dei fenomeni vitali e psichici e si manifesta nel sentirsi essere, sentire di essere capaci di amare, sentirsi in tensione verso la propria pienezza.

I sentimenti possono ravvicinarsi, ma mai pienamente identificarsi, avviene così anche tra due che si amano. Si può avere la stessa idea, ma non lo stesso sentimento, che ha un aspetto irriducibilmente soggettivo. Quando accade l’incontro e i due si riconoscono come protagonisti di un’unica storia, è come se dentro di loro si liberasse questa forza oblativa che chiede solo di potersi espandere in pienezza.
E’ una novità che riempie di gioia e illumina ogni vero rapporto di amore. Sono note le sue manifestazioni più comuni: i regali che si scambiano gli innamorati, per rimanere negli aspetti più visibili. Ci sono poi le forme più sublimi e spesso drammatiche che arrivano al sacrificio di sé per l’altro, esempi resi famosi dalla letteratura di tutti i tempi.  Lo sposo e la sposa si sentono infatti spontaneamente “dono” uno per ‘altro e, una volta entrati in questa dimensione, possono diffonderla intorno a sé, impregnandone il mondo.

Questo è il carisma della coppia, fatto di una ripetizione “naturale” di gesti oblativi, che si estende nell’ambito della famiglia e poi a quello dei parenti e degli amici e, in definitiva, nei rapporti con tutta la società che le ruota attorno.
Si realizza così la verità di quella massima di Cristo, l’unica non riportata dagli evangelisti, ma da San Paolo, che dice: “C’è più gioia nel dare che nel ricevere”.
Non si tratta di un’utopia , ma di una magnifica realtà da meditare e da diffondere, perché rivela l’esigenza del cuore umano di farsi dono.

L’evolversi delle conoscenze in campo sessuologico e la nuova visione del rapporto di coppia, che si è ampiamente registrato nel nostro tempo, mentre da un lato le apre nuovi orizzonti, dall’altro la mette chiaramente in crisi, che può essere una crisi di crescita oppure di disfacimento. E’ evidente la necessità di rifondare l’istituzione del matrimonio cristiano, per salvarla dall’indebolimento e dalla sofferenza di cui dà così fortemente segno.

Il poeta Rilke scriveva: “Solo dove tu sei, là sorge il luogo”. E l’amore è anche il “tempo della Presenza”, è l’istante eterno che fa realmente sperimentare qualcosa della durata eterna, dell’eterno noi dell’amore, nel senso di una reale trascendenza del tempo nell’eternità. L’amore è per il filosofo Ludwig Binswanger il vero luogo in cui si realizza la Presenza, perché solo nell’amore l’altro ci si apre come un Tu e non come una Presenza anonima. Uno dei meriti principali di Binswanger consisterà proprio nel superare i limiti scientifici nell’esplorazione della psiche, nel tentativo di scoprirne le dimensioni più profonde, la sua libertà e la ricchezza della sua spiritualità. Nell’amore l’uomo scopre in sé non una neutra struttura dell’essere, ma la realtà che qualifica nel profondo la propria persona e che Binswanger, con Sant’Agostino e Pascal, chiama: il cuore.

Tanti sono i modi di incontrarsi; ad ogni coppia il compito di trovarli per arricchire e approfondire il loro rapporto d’amore. Quando lui o lei si offrono un fiore, anche un semplice fiore di campo, esprimono con quel gesto l’affinità dei loro sentimenti e dei loro pensieri davanti alla rivelazione della bellezza e dell’amore che sostiene tutta la creazione.

La natura, a seconda delle ore del giorno e dei cambiamenti meteorologici nelle varie stagioni, presenta quadri e manifestazioni diverse e offre alla creatività dell’amore coniugale occasione  per esprimersi ed attingere a una nuova fonte di condivisione e di intimità. La corporeità distinta sessualmente in maschio e femmina è per l’essere umano, la condizione pregiudiziale e fondamentale per vivere, sul modello divino, quella interrelazionalità che porta ciascuna persona a trovare la sua identità e la sua piena attuazione nel rapporto con l’altro. La differenza sessuale fonda il dinamismo, fa la correlazione, crea la reciprocità, perché nella coppia ciascuno non ha come fine se stesso o l’altro, ma lo ha nella relazione, nel dialogo, nella unione unificante.

Binswanger inserisce dei contenuti nuovi e più vitali nella analisi heideggeriana dell’esistenza e indica nell’amore, e non nell’impersonale “essere con” il modello e il valore di ogni autentica realizzazione del proprio essere uomo.

 

Giovanni Teresi

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